Quattro cose di chi scrive – Sonia Aggio

by Gianluigi Bodi
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Sonia Aggio

Come si manifesta la storia che vuoi scrivere?


Comincia innanzitutto con una scintilla, una cosa – se non minuscola, di solito insufficiente
per un intero romanzo – che attira la mia attenzione.
Per Magnificat sono state le ore di vuoto tra l’inizio dell’alluvione e le prime testimonianze
ufficiali, per Nella stanza dell’imperatore l’immagine di un uomo che sbarca sotto una
tempesta di neve.
Per i romanzi non ancora scritti attuerò lo stesso meccanismo: ho messo da parte
immagini, suggestioni e aneddoti come semi che penso di piantare quando arriverà il
momento giusto.


E dopo che il primo seme è stato piantato che fai? Sinossi, schemi, scalette, ne parli con
qualcuno? Come funziona il tuo processo di scrittura?


Credo di aver trovato una quadra mantenendo una certa flessibilità tra scrittura ispirata e
progettazione.
Quando sento che è il momento di dedicarmi a una certa storia accumulo materiale –
scene, personaggi, snodi di trama – nella mia mente. Quando ho visualizzato la storia,
butto giù una scaletta con le scene essenziali (cioè quelle che devono essere presenti).
Dopodiché scrivo una prima bozza molto brutta, la lascio decantare per un mese e la
riprendo in mano per svilupparla e arricchirla. Di solito lavoro più di addizione che di
sottrazione.
(Ovviamente ne parlo con le persone a me più vicine, ma di solito smetto quando entro nel
vivo della scrittura: non perché voglia mantenere segreta la faccenda, ma perché sono
talmente immersa nella storia da non volermene distaccare con riassunti, anticipazioni
eccetera.)


Come legge uno scrittore?


Con occhio più esperto, direi.
Volente o nolente, allo stesso testo applico contemporaneamente diverse chiavi di lettura.
Ad esempio:

  • una lettura emozionale (Il libro mi attrae? Che sensazioni mi dà? Mi sfida o mi spinge a
    leggere senza sosta?)
  • una lettura formale (Che espedienti narrativi usa? Come funziona lo stile?)
  • una lettura di affinità (Vorrei aver scritto io questo libro? Quali messaggi risuonano
    dentro di me? Come può affinare ciò che io voglio scrivere?)
    È forse vero che da scrittrice la spontaneità dell’esperienza viene meno, ma non del tutto.
    Diciamo che ora i libri mi danno una soddisfazione più strutturata, data dalla combinazione
    di questi diversi punti di vista, ma ci sono anche libri che invece mantengono intatto il loro
    incantesimo e mi danno una gioia più semplice, pura magia.

Aggiungo inoltre che tendo a essere una lettrice selettiva, indifferente alle proposte della
critica e dei premi letterari, a meno che il libro non rientri per stile e trama nella mia sfera
d’interesse, ma non ho ancora capito se questo sia un difetto o un punto di forza.


Quale argomento insegneresti per primo in un corso di scrittura?


Ricollegandomi alla domanda precedente, direi proprio la capacità di selezione e analisi
delle proprie letture.
Da un lato perché una lettura ragionata è necessaria a chiunque voglia scrivere, qualunque
cosa si voglia scrivere; dall’altro, perché penso che il valore aggiunto di ogni libro stia nella
sua autenticità – cioè nell’adesione dello scrittore a qualsiasi cosa lo smuova internamente.
Questo non significa cercare l’originalità a tutti i costi, o viceversa incasellarsi in una
categoria commerciale (a meno che questo non sia un proprio – legittimo – desiderio!), ma
rispettare la propria volontà e la propria vena creativa – banalmente, scrivere non ciò che è
“giusto” o “necessario” o “vendibile”, ma ciò che è “sentito”.
Per questo è importante avere alle spalle un bacino di storie affini, e sapere come e perché
queste storie funzionano permette allo scrittore

Nata a Rovigo nel 1995, è laureata in Storia e lavora come bibliotecaria. I suoi scritti sono stati segnalati più volte dalle giurie di premi importanti come il Premio Calvino e il Premio Campiello Giovani. Tra il 2018 e il 2020 ha collaborato con il lit-blog «Il Rifugio dell’Ircocervo» e, nel tempo, ha pubblicato diversi racconti su «Lahar Magazine», «L’Irrequieto», «Narrandom» e «Altri Animali». Con Fazi Editore, nel 2022, ha pubblicato il suo primo romanzo, Magnificat, che ha avuto un ottimo riscontro di critica e di pubblico.

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