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Quattro cose di chi scrive – Francesco Muzzopappa

by Gianluigi Bodi
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Francesco Muzzopappa

Come si manifesta la storia che vuoi scrivere?


Vengo dal mondo pubblicitario. Sono abituato ad avere idee, ad appuntarle, ma si tratta di
idee pessime nel 90% dei casi. Poi c’è un 9% di spunti interessanti, non sufficienti per
scriverci un intero romanzo. In quell’1 % che resta, c’è una storia che merita di risucchiare
mesi, e che dovrà appassionarmi per tutto quel tempo. E non è detto che possa piacere al
pubblico. Di solito, comunque, si tratta di storie che arrivano quando meno ci penso.


E dopo che il primo seme è stato piantato che fai? Sinossi, schemi, scalette, ne parli con
qualcuno? Come funziona il tuo processo di scrittura?


La sinossi lunga e dettagliata di norma è nella mia testa. Per procedere spedito nella
scrittura, sempre più spesso parto da una scaletta che prevede già la scansione dei singoli
capitoli con approfondimenti verticali. Parallelamente apro tre file word: il primo ospita la
storia, il secondo gli scarti della storia e il terzo tutte le frasi buone, talvolta ottime, che
però non rientrano nel file principale, perché troppo prolisse, perché non in tono di voce, o
semplicemente per inserirle o spostarle in altri capitoli, quando più avanti arriverò alla fase
dell’editing. Tendo ad anticipare poco le mie storie a chi mi sta intorno perché ci sono già io
a tagliarmi le gambe. Sono molto autocritico. E siccome scrivo commedie, e le commedie
stanno in piedi anche per le battute, finché non ci sono anche quelle è inutile anticipare
solo la trama, che talvolta è appena il 10% di tutto il lavoro.


Come legge uno scrittore?


I libri che leggo sono zeppi di quei post-it sottili che mi permettono di prendere appunti e
studiarli a fondo. Raramente leggo per diletto. La mia biblioteca è prevalentemente
composta da testi umoristici dagli anni ‘30 fino ai giorni nostri, sia per bambini che per
adulti. Leggo per approfondire tecnicamente la costruzione di una battuta. E più si legge,
più si comprende quali sono gli stampi più usati, quelli che funzionano meglio su
determinati target e quelli che sul pubblico italiano difficilmente avrebbero successo.
Essendo laureato in lingue, leggo anche in inglese e spagnolo. La narrativa umoristica
italiana latita, c’è ben poco, per cui mi concentro sull’estero, dove viene trattata con
maggior rispetto e dignità.

Quale argomento insegneresti per primo in un corso di scrittura?


La pazienza e la perseveranza. Dove non c’è subito un talento ci devono essere metodo e
disciplina. Su questo sono davvero marziale, con me per primo.

FRANCESCO MUZZOPAPPA, nato a Bari nel 1976, vive sul Lago Maggiore. Ha scritto Una posizione scomoda (2013), Affari di famiglia (2014), Dente per dente(premio Massimo Troisi 2017 per la migliore opera umoristica), pubblicati anche in Francia. Seguono Heidi (2018), la raccolta di racconti Un uomo a pezzi (2020) e Sarò Breve (2022). Ha scritto anche diversi libri per ragazzi, il più recente è L’Odissea spiegata male (2024). Nel 2023 ha ricevuto il Premio Guareschi alla carriera nell’ambito del World Humor Awards.

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