Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Peppe Millanta – Vinpeel degli orizzonti – Neo edizioni

Peppe Millanta – Vinpeel degli orizzonti – Neo edizioni

by Gianluigi Bodi

Intro

Ho questa idea romantica, da sognatore, che alcuni libri arrivino esattamente nel momento in cui devono arrivare. Sono libri che potresti anche non leggere per trent’anni e poi incontrare nella libreria di un amico che non vedi da tempo. O sono libri che appena ti arrivano sai che li devi leggere subito, perché subito è l’attimo giusto. E davvero non volete perdere un attimo come fece Doan.

Certo, non pensavo ti trovare proprio “questo” in un libro della Neo Edizioni. Perché in passato questa casa editrice mi aveva abituato ad altro. Mi aveva abituato alle profondità dell’animo umano di Paolo Zardi e al caldo grido bestiale di Gianni Tetti.
Stavolta mi hanno stupito, perché con “Vinpeel degli orizzonti” di Peppe Millanta sono ritornato bambino e ho respirato sogno e serenità.

Trama

La storia raccontata è quella della città di Dinterbild una città collocata in un luogo in cui solo chi si è perso può arrivare. Una città in cui chi arriva dimentica ciò che lo ha portato lì. I personaggi ruotano attorno alla “Locanba Biton” (so che siete abituati a leggere i miei refusi, ma questo non lo è) di proprietà del signor Biton, anche se poi non si chiamerebbe proprio signor Biton ma questa è un’altra storia. Il personaggio principale è un ragazzino che porta il nome di Vinpeel, uno nome che sa di vento e nuvole. Accanto a lui c’è Doan. Doan ha perso un attimo e quando perdi un attimo cerchi per tutta la vita di ritrovarlo. Con l’aiuto di Vinpeel, Doan cerca l’attimo perduto nella forma delle nuvole. Ma la loro più grande ed importante attività è quella di riuscire a lasciare Dinterbild perché, nonostante gli abitanti della città continuino a dire che al di fuori di Dinterbild non c’è nulla, loro due sono convinti che esista un altrove e le luci che vedono al di là del mare ne sono una prova. Quando in paese compare Mune, una ragazzina dai bei capelli biondi, Vinpeel capisce che è ora di fare sul serio, è ora di lasciare la città e, per quanto gli costi, lasciare il padre che passa le proprie giornate scrivendo messaggi da mettere dentro a bottiglie e lanciare nel mare e a raccogliere conchiglie che, la storia del mare, la raccontano.

Considerazioni sull’opera

Quando “paragono” uno scrittore o un libro a qualcosa che ho già letto in  precedenza non so mai se lo scrittore in questione possa prenderlo come un complimento oppure no. In questo caso, mentre leggevo questa meravigliosa fiaba, mi sono ricordato delle sensazione che mi restituiva la lettura di alcuni libri di Benni, uno tra tutti “Elianto”. Mi sono ricordato della tenerezza e dell’ingenuità de “Il piccolo principe” e mi sono ricordato di quel momento della vita in cui i sogni sembrano molto più reali della realtà. Dinterbild infatti sembra essere costruita in quell’interregno in cui, poco prima di addormentarsi, il sogno e la realtà convivono mescolandosi, quel momento speciale in cui tutto sembra possibile. Che uno scrittore riesca, a parole, a ricreare una simile atmosfera mi sembra una cosa splendida.
Ho letto con il sorriso tra le labbra, ho letto con la curiosità di capire chi era reale e chi no, chi era pazzo e chi non lo era e soprattutto ho letto con la foga imposta dalla necessità di capire quali erano i fardelli che gravavano sulle spalle degli abitanti di Dinterbild. Ho letto con la consapevolezza che tutte le regole con cui viviamo la nostra esistenza per Vinpeel e Doan non potevano essere un ostacolo. E poi, verso la fine, è scivolata via qualche lacrima e una speranza.

Conclusioni

Non conosco personalmente Peppe Millanta, ma se me lo doveste chiedere mi verrebbe da dirvi che uno che scrive una storia così deve essere ancora profondamente aggrappato al fanciullo che è stato. Uno così credo veda il mondo con colori più vivaci, forse addirittura vede colori che noi non vediamo più. Spero sia così, sarebbe bello.

Anche se ognuno è libero di leggere i libri che vuole quando vuole, io credo che “Vinpeel degli orizzonti” sia indicato a tutte quelle persone che hanno perso un po’ di gioia e faticano a sognare. Se vi è possibile, leggetelo prima di andare a dormire. Vi terrà compagni anche nei sogni.


Peppe Millanta non è il vero nome di Peppe Millanta, ma lo pseudonimo nato per mascherare le attività eversive durante la sua doppia vita ai tempi dell’Università a Roma. Studente di giorno e perdigiorno di notte, si vanta di aver avuto la carriera di avvocato più rapida della storia: 12 ore appena, giusto il tempo di abilitarsi, farsi le foto di rito e cancellarsi dall’Albo l’indomani mattina. Musicista di strada, si è diplomato in Drammaturgia e Sceneggiatura all’Accademia Nazionale Silvio d’Amico.
Vincitore di numerosi premi di narrativa e di teatro, nel 2013 fonda la “Peppe Millanta & Balkan Bistrò” band di world music con cui si esibisce in numerosi festival in tutta Italia. Nel 2017 fonda a Pescara la “Scuola Macondo – l’Officina delle Storie” dedicata alle arti narrative.
In totale si è innamorato una volta. Ha avuto due cani. Ha fissato il mare almeno una volta al giorno. Ha pianificato nove viaggi che poi non ha fatto. Ha tirato a far tardi molte più volte del dovuto. Gli sono volati via dalle mani sei palloncini. Ha una fobia, otto libri che rileggerebbe all’infinito e quattro persone che vorrebbe prima o poi rincontrare.
Vinpeel degli orizzonti è il suo primo romanzo.

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