Parental Advisory: 8 Marzo

by senzaudio

A cura di: Graziano Carugo Campi

“Una donna con le palle non sempre è una donna migliore: potrebbe esserti capitato un trans”.

Siamo entrati nella settimana che ci porterà all’8 marzo, festa della donna. Per completezza d’informazione, il giorno dopo inizia la Quaresima (almeno secondo il rito Ambrosiano). Ho fatto un riferimento alla Quaresima per due motivi: il primo è per avvisarvi che inizierò la dieta, e quindi scusate se da settimana prossima diventerò più cattivo, il secondo è per fare un riferimento religioso e ricordare che l’8 marzo è una festa laica.

Passata di moda con l’avvento delle lavatrici.

I cattolici festeggiano la donna nel giorno di Sant’Agata, il 5 febbraio. In pochi se lo ricordano, forse perchè se l’8 marzo puoi finire a urlare ubriaca in uno strip club senza tanti problemi, il 5 febbraio faresti più fatica a spiegare al parroco il motivo per cui c’è il sacrista con il cappello da cowboy che salta mezzo biotto sul tavolo della canonica, con le suore dell’ospizio intorno che gli mettono biglietti da 5 euro negli slip.

 

 

Ad ogni buon conto, per andare tranquilli, io evito sia l’8 marzo che il 5 febbraio: gli auguri alle donne li faccio alla Befana. Quasi sempre sono i più indicati con le femministe e quindi non si rischia di fare brutta figura.

 

Dico questo per dire che una festa della donna vale l’altra, se non capiamo il senso vero della festa stessa: essa è stata creata per affermare la dignità della donna in quanto “diversa” ma con gli stessi diritti di un uomo, non per affermare che uomini e donne devono essere uguali in tutto e per tutto. Oggi il marketing propone una donna indipendente ma che troppo spesso sembra costretta a dover essere la copia carbone di un uomo per affermarsi, al prezzo di violenze (fisiche e psicologiche), rinunce (alla maternità, agli affetti) o tramite lo svilimento del proprio corpo (attraverso un indotto senso di inadeguatezza esteriore o all’uso del corpo stesso come merce di scambio). La donna merita di più.

 

 

Mentre parliamo di parità di diritti e quote rosa, dimentichiamo l’essenza di esser donna, scambiandola con il suo corpo o il suo lavoro. Mentre parliamo di stalking e femminicidio, dimentichiamo l’essenza della violenza e quello che occorre per sradicarla dalle menti malate o quello che basterebbe per impedirla nelle situazioni disperate. Le donne non sono un bene di consumo. Perchè l’8 marzo sia davvero festa, è questo che, uomini e donne, dovrebbero capire, smettendo di inseguire gli stereotipi e i luoghi comuni del marketing moderno, che hanno semplicemente soppiantato gli stereotipi e i luoghi comuni contro i quali si sono battute le donne in passato. Buona festa a tutte le donne.

 

 

Avvertenza: Questo è un articolo semi-serio. I contenuti in esso espresso non rispettano necessariamente il punto di vista della redazione di Senzaudio o quello dell’autore, che forza concetti e stereotipi con l’intento di intrattenere e creare dibattito.

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