Paolo Nelli – Il terzo giorno

by Gianluigi Bodi

Il sottotitolo di questo libro di Paolo Nelli è “La prima indagine del commissario Colasette”. Credo di sapere quale potrebbe essere la vostra prima reazione subito dopo aver letto il sottotitolo: ancora commissari? Credo di saperlo perché in fin dei conti è stata la mia stessa reazione e anche su Facebook, dopo aver postato una foto della copertina del libro, qualcuno me l’ha chiesto. In realtà me lo sento chiedere ogni volta in cui parlo di un libro considerato romanzo di genere.

Il motivo per cui si pubblicano molti libri intrisi di commissari, ispettori e simili secondo me ha a che fare con la semplice legge della domanda e dell’offerta.

Prima di tutto, le case editrici sono aziende, idealmente pubblicano per guadagnare da ogni libri che fanno uscire. A volte ci riescono a volte no, ma non è sempre chiaro perché un libro funzioni meglio di un altro. Secondo, si pubblicano tanti libri gialli perché si leggono tanti libri gialli. Frequento i treni abbastanza assiduamente, la stragrande maggioranza dei libri che vedo fa parte di una serie di indagini. Partendo da Montalbano in giù. Diciamocelo, ogni casa editrice vorrebbe costruirsi un Camilleri in casa.


Ultimo elemento. La serialità. Mi sembra che il lettore tragga conforto e abbia una certa confidenza nello stazionare all’interno di schemi che replicano la struttura delle serie televisive. Ogni stagione è un avanzamento nella caratterizzazione dei personaggi.

A grandi linee credo che siano questi i motivi principali per cui si pubblicano tanti gialli e se devo essere sincero a me non interessa molto quanti se ne pubblicano ogni anno, ma mi interessa che quelli che mi capita di leggere siano scritti bene e questo è il caso de “Il terzo giorno” di Paolo Nelli, che non solo è scritto bene, ma non avrebbe nemmeno bisogno di un seguito, non avrebbe nemmeno bisogno del sottotitolo che ammicca a una possibile continuazione delle indagini del commissario Colasette per essere considerato a tutti gli effetti un gran bel romanzo.

Veniamo alla trama, che spesso per chi sceglie libri gialli è il punto cruciale. Un cadavere, due cadaveri, tre cadaveri, anzi no, il terzo è ancora vivo, ma non si sa bene se riuscirà a sopravvivere. In ogni caso tre corpi distesi a poca distanza l’uno dall’altro, sulle scale di un condominio popolare. Il commissario Colasette prende in carico l’indagine, affiancato dall’ispettrice Bercalli e aiutato in maniera non ufficiale e non totalmente lecita dall’assistente sociale Irene che in quel condominio ci ha abitato da piccola e che conosce bene le persone che lo abitano.

Il libro inizia subito, come nella maggior parte dei romanzi gialli, buttandoci in faccia il delitto, ma non c’è voyeurismo, non c’è la necessità spesso abusata di spingere sul macabro. I corpi non sono straziati, non c’è orrore nelle loro morti, c’è un senso di desolazione e tristezza, una malinconia dolce e sincera. Questo è il primo punto a favore de “Il terzo giorno”, non ha bisogno di mezzucci da quattro soldi per accaparrarsi l’attenzione del lettore. Le indagini proseguono per intuizioni, a volte per scoperte casuali, spesso per l’intervento di una terza persona che ha un’idea interessante; in pratica le indagini si sviluppano nel libro come si sviluppano nella realtà e questo è un altro punto a favore.

L’aspetto che mi è piaciuto di più però ha a che fare con la caratterizzazione che Paolo Nelli fa dei personaggi, aspetto che mi fa considerare “Il terzo giorno” come romanzo e non come romanzo di genere vero e proprio. Colasette è, già ora, un personaggio che funziona a trecentosessanta gradi.

Ha manie e vizi come tutti noi, ha paure nella sfera personale che lo rendono insicuro (vedi il rapporto con Luna), ha delle forti convinzioni che gli fanno odiare il proprio lavoro come potrebbe capitare a ognuno di noi, ma ha anche una forte etica e moralità che spesso lo portano a fare la cosa sbagliata dal punto di vista della legge, ma corretta dal punto di vista del fine ultimo: arrivare a risolvere il caso. Non è un tipo violento, non alza le mani, non alza la voce, non ha un modo “fisico” di risolvere le indagini, è un commissario assolutamente plausibile che soffre quando non riesce a porre rimedio alle situazioni che gli si dipanano davanti.

Accanto a lui l’ispettrice Bercalli, una donna forte e intelligente, umana quanto è umano il commissario. Tra loro due la tensione non nasce mai da un diverso approccio alle indagini, ma più che altro da una sottile attrazione sessuale. Bercalli sa quali sono le proprie priorità, sa come accompagnare il commissario senza mai venire meno a ciò che sente di essere, non è una comparsa, non è una spalla, è una coprotagonista.

Infine i personaggi secondari o quasi. Paolo Nelli fa un lavoro eccellente anche con loro. Irene, l’assistente sociale che ha avuto una vita d’inferno e che cerca di venirne fuori come può. Davide Torti e il suo angelo, i gemelli Romano e la loro vita di clausura, Don Matteo e i propri rimorsi e molti altri ancora che non fanno da semplice corollario ma sembrano svettare come persone vere e proprie che sfuggono ai triti e ritriti meccanismi del giallo.

“Il terzo giorno” è una lettura piacevolissima, fosse uscito un mese fa qualcuno avrebbe pensato subito di consigliarlo come libro sotto l’ombrellone, probabilmente io lo avrei fatto, ma è un libro che può tranquillamente accompagnare ogni stagione della vostra vita perché, nel leggerlo, vi accorgerete di avere molto più cose in comune con Valerio Colasette di quante non avreste mai immaginato.

Alla fine del libro restano alcuni fili non riannodati, qualche storia secondaria che non è stata completamente sviluppata. Da queste vie ancora inesplorate si può partire per immaginare la nuova indagine dell’ispettore Colasette, ma soprattutto un ulteriore pezzo di vita di Valerio.

Paolo Nelli, nato nel 1968, vive a Londra. Ha fatto diversi lavori e ora insegna Lingua e Cultura italiana al King’s College London. Ha pubblicato racconti e romanzi, tra i quali il suo primo La fabbrica di paraurti (1999), e il suo ultimo Trattato di economia affettiva, uscito nel 2018 per La nave di Teseo. È tra i fondatori e organizzatori del FILL, Festival of Italian Literature in London.

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