Alcune letture, lo ammetto, son mosse dalla pura curiosità. Nello specifico, quando ho deciso di leggere “Notturno Elettronico” di Hugo Bertello, l’ho fatto anche perché, proprio come “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” di Michele Ruol, il romanzo, prima di arrivare a Terrarossa, è passato per Crudo Studio Editoriale. Ruol ha avuto un enorme successo e per un bel po’ di tempo il suo romanzo è stato sulla bocca di tutti. Quello di Bertello è un romanzo molto diverso, sia per struttura che per toni e argomenti trattati, ma gli auguro di poter toccare gli stessi traguardi del suo illustre predecessore.
Con un titolo che strizza l’occhio a uno dei romanzi di Antonio Tabucchi che più ho amato, quel “Notturno indiano” che periodicamente vado a rileggere, non potevo proprio lasciare che questo romanzo mi passasse sotto il naso senza dargli la giusta attenzione. Il mondo editoriale è una giungla, attraversarlo a volte diventa spossante. La quantità di proposte editoriali è soverchiante e con la sola forza non si può fare molta strada, a volte serve anche un pizzico di fortuna nelle scelte di lettura che si fanno. Questo lungo preambolo per dire che “Notturno Elettronico” mi è piaciuto davvero moltissimo. Si tratta di un romanzo che vedo costruito come un mosaico. L’autore ha inserito nel suo libro argomenti che all’apparenza non avrebbero le caratteristiche per stare l’uno a fianco dell’altro, eppure “Notturno Elettronico” funziona benissimo. C’è, come suggerisce il titolo del libro, una forte componente “tecnologica” che sfocia quasi in un trattato della storia dell’hackeraggio. Ci sono rimandi alle filosofie orientali, alla meditazione, ci sono momenti in cui il libro di Bertello diventa un omaggio al rinascimento psichedelico, c’è la fuga e l’esilio, c’è una forte componente onirica e c’è anche una storia d’amore. È infatti bizzarro rendersi conto di come molto spesso anche le azioni più impattanti della nostra vita possono incendiarsi grazie alla scintilla dell’amore. Un buon modo per rendersi conto della complessità del libro che ha scritto Hugo Bertello è quello di andare alla fine del romanzo e leggere i ringraziamenti: Ipazia di Alessandra, Mario Benedetti, Fritjof Capra, Alda Merini, Georges Perec. Questi e altre decine di nomi che formano l’impalcatura su cui si regge “Notturno Elettronico”.
Il protagonista di “Notturno Elettronico” sembra un uomo in bilico tra la realtà quotidiana e il mondo astratto dei ragionamenti. Non ha un posto preciso al mondo e anche le sue azioni sembrano non portare da nessuna parte. Fino a che non incontra Yana di cui si innamora. Yana lo introdurrà all’interno di un gruppo ristretto, una specie di piccola comune hippie in versione 2.0 che ha uno scopo la cui riuscita potrebbe cambiare per sempre il mondo in cui viviamo. L’ingresso nel gruppo di Yana, Roberto e Noona è graduale, ma nonostante questo non c’è mai un vero e proprio abbandono alla causa portata avanti da questa setta segreta. Ci sono rimorsi che non possono essere lasciati in secondo piano. C’è il tarlo del dubbio che viene nutrito dai dilemmi morali che il protagonista non riesce a far tacere.
Se il gruppo raggiungerà la propria meta lo scoprirete solo leggendo il romanzo di Hugo Bertello. Si tratta di una lettura che vi consiglio perché l’ho trovata una boccata di aria fresca. Ci sono elementi all’interno del libro che compaiono dal nulla e sembrano far deragliare la narrazione e invece alla fine del romanzo si comprende che tutto aveva un senso e faceva parte di un disegno più grande. Infine devo dire che non serve conoscere a menadito la storia dei virus informatici o come funziona una rete neurale per riuscire ad apprezzare questo romanzo. Anzi, credo che un certo grado di ignoranza aiuti a godersi ancora di più le piccole scoperte a cui Bertello ci mette di fronte capitolo dopo capitolo.
Hugo Bertello ha conseguito una laurea in fisica a Torino e una in cosmologia a Helsinki, attualmente vive a Lisbona. Ha scritto articoli e racconti per ctrl Magazine, In allarmata radura, Limina, Nazione Indiana. Il suo lavoro di ricerca esplora il confine tra tecnologia e pensiero magico. Notturno elettronico è il suo romanzo d’esordio.
