Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Mirko Sabatino – L’estate muore giovane

Mirko Sabatino – L’estate muore giovane

by Gianluigi Bodi

Uno scrittore di cui non riesco assolutamente a ricordare il nome una volta disse che ciò che succedeva nell’infanzia di una persona gli forniva materiale per andare avanti a scrivere per una vita. È forse per questo che molto spesso, per raccontare chi siamo, spesso ci ritroviamo costretti a riesumare episodi di quando eravamo piccoli. Ed è forse per questo che lo scrittore si rifugia volentieri in quel territorio dimenticato, ma ben presente, per raccontare le proprie storie e, quando ci riesce, renderle epiche.
Perché c’è qualcosa in quegli anni che ricopre tutto con una patina di epicità. Le prime scoperte, le prime sfide e i primi amori.
Putroppo per i protagonisti de “L’estate muore giovane” di Mirko Sabatino, Primo, Damiano e Mimmo, l’infanzia non sarà uno spazio felice, bensì un momento di crescita feroce che lascerà delle ferite profonde da cui alcuni di loro non riusciranno a guarire.
La storia si svolge in un piccolo paese. Un paese in cui si conoscono tutti e le chiacchiere volano di casa in casa. Un paese in cui non manca nulla. Il curato che tutto sa e tutto vede. Il padre padrone. Il gruppo dei bulli. La bambina devota. Il genitore in manicomio, la madre devota e schiacciante. Il ragazzino grasso. Il ragazzino orfano di padre. Quello che rende imprevedibile la storia de “L’estate muore giovane” è la traiettoria con la quale si scontrano questi personaggi. Il peso del parroco, il ruolo chiave di Damiano, ma poi anche la fede, la vendetta e, soprattutto, la fiducia che i bambini ripongono sugli adulti. Una fiducia che molto spesso è facile da tradire, un tradimento che provoca danni devastanti.

Nel libro ci sono alcune storie che si intrecciano. C’è quella dell’uomo candela che ormai vive solo per soffrire della memoria di quanto è accaduto ai figli. C’è la madre di Damiano che ha abbandonato il sogno di diventare attrice di cinema e che ora vive reclusa, improgionata dalla gelosia del marito. E poi ci sono appunto, Primo, Damiano e Mimmo e il loro patto di sangue per vendicare qualsiasi torto subito da uno di loro. La via della vendetta però diventa sempre più impervia. Sembra di essere davanti ad un domino, una volta che la prima tessera è caduta solo un imprevisto può fermare la reazione a catena.

La scrittura di Mirko Sabatino riesce a collocare la storia raccontata da “L’estate muore giovane” in un territorio senza tempo. La sua è una storia che viene da lontano e porta con sé elementi che ognuno di noi può mettere in relazione con la propria esperienza personale. Il libro viene percorso da una vena di malinconia tangibile, fin dall’inizio. Come se fosse chiaro in ogni istante che per gli abitanti di questo paese non c’è una vera via di fuga, come se la loro vita fosse segnata e facesse parte di un meccanismo più grande. Una ruota dentata che macina tutto e tutti lasciandosi alle spalle detriti e sangue.


Mirko Sabatino è nato a Foggia nel 1978 e vive tra Roma e Nardò. Si è laureato in Scienze della comunicazione con una tesi in Semiotica sul rapporto tra montaggio nel cinema e montaggio in letteratura. Lavora come editor e redattore free-lance. L’estate muore giovane è il suo primo romanzo.

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