Lo sguardo sulle cose – A.A.V.V

by Gianluigi Bodi

Chi c’è dietro a quell’A.A.V.V troppo poco personale? Prima di tutto c’è uno scrittore che in Italia è poco conosciuto. Uno che ha fatto scuola nel suo paese, che era amico di Turgenev e che ha scritto racconti bellissimi. Eppoi c’è uno dei più grandi scrittori di racconti di tutti i tempi, uno che di solito viene utilizzato come termine di paragone. Il primo è Vsevolod Michajlovič Garšin mentre il secondo è un tizio di nome Čechov.

Lo sguardo sulle cose” è una breve raccolta che contiene tre racconti, i primi due di Garšin e un terzo di Čechov ispirato alla figura di Garšin. Per farvi capire l’importanza di questo scrittore a noi sconosciuto vi basti pensare che all’inizio della carriera di scrittore Čechov veniva considerato il nuovo Garšin.
Il primo racconto di Garšin, Dai ricordi del soldato Ivanov”, racconta la guerra. Lo fa con una delicatezza quasi straziante. Racconta la marcia di avvicinamente al conflitto, le perdite subite tra gli amici e la crudeltà di quelli che comandano le truppe. Una crudeltà che spesso è solo di facciata, un male necessario a tenere compatta la truppa. Il finale di questo racconto è una perla nella perla, un sommesso pianto che coinvolge anche il lettore.

Il secondo racconto, “Il fiore rosso”, narra invece la storia di un individuo internato in un manicomio che muore nel tentativo di estirpare il male. Un male metaforizzato ovviamente, ma pure sempre l’antagonista di una lotta all’ultimo respiro. Un racconto, questo, angosciante, costellato di notti insonni e convolusioni, di sguardi feroci e momenti di lucidità. Un racconto da leggere anche solo per imparare un po’ di più su come si scrivono racconti.

Il terzo racconto è quello di Čechov il quale crea un personaggio liberamente ispirato a Garšin. La storia narrata in “Una crisi nervosa” è quella di tre studenti che si avventurano nel vicoletto a luci rosse, tra una casa chiusa e l’altra e che vengono a contatto con la varia umanità che costella le notti di perdizione russe. Il protagonista è costretto ad affrontare la realtà e tende a filtrarla attraverso quanto ha imparato dai libri, ma le cose non sono così bianche e nere come potrebbe pensare.

Il libro è stato pubblicato dalla Corrimano Edizioni di Palermo. Hanno all’attivo solo quattro pubblicazioni e qui su Senzaudio parleremo anche delle altre. L’opera di riscoperta di Garšin è davvero lodevole. Personalmente non conoscevo l’autore, ma il primo impatto con i suoi lavori è stato molto positivo. Ben vengano queste piccole realtà editoriali.

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