Libertà d’espressione

by senzaudio

A chi ama leggere e/o interessarsi della storia del mondo recente (ma anche passata) balza all’occhio come uno dei grossi impedimenti della democrazia si manifesta quando i poteri, più o meno forti, più o meno volontariamente (chi scrive anche se non ci crede vuole lasciare il beneficio del dubbio in alcuni casi) limitano la liberà d’espressione.

Sia chiaro non intendiamo l’insulto libero, la denigrazione fisica e caratteriale dell’avversario o la gratuità di insinuazioni faziose e omertose ma intendiamo la distorsione dell’informazione. Chiunque abbia letto della prima e della seconda guerra mondiale sa come in ognuno degli stati attori principali di quegli avvenimenti la manipolazione dell’informazione pubblica sia stata una delle chiavi del prosperare di guerre e dittature. La Germania di Hitler usava la violenza, l’Inghilterra delle Camere utilizzava l’omissione di fatti e situazioni, l’America il raggiro dell’opinione pubblica: tre esempi a caso.

E’ nella natura umana, è una normale conseguenza del volere a tutti costi perpetrare una propria idea e convincere il prossimo a farla propria.

Al giorno d’oggi, purtroppo, la situazione sembra la medesima. Dico purtroppo perchè la differenza tra inizio secolo, tra il 1400 o l’impero romano è che l’essere umano si è evoluto o quanto meno fa finta di averlo fatto. E’ indubbio che il livello di istruzione viene garantito molto più efficacemente rispetto al passato, prossimo e remoto, tutti sono informati sulle cose a cui sono interessati e nell’era di internet, per chi ne ha accesso, è più facile avere pluralità di fonti.

Guardando in casa nostra e senza addentrarci nell’annoso problema del “internet: good or evil?”, quello che si è messo in moto per contrastare questa tendenza all’informazione è il completo servilismo dei canali standard, al limite di quei fenomeni passati di manipolazione collettiva. Il passo rimane comunque brevissimo. Telegiornali e giornali che tifano per l’una o per l’altra fazione, programmi tv pieni di aria fritta, politicanti e imprenditori che normalmente rilasciano dichiarazioni senza curarsi di eventuali bugie piccole o grosse.

Non è solo un discorso politico-economico anche se è quello che sulle nostre vite ha la maggiore influenza. Mi viene in mente il settore sportivo, tre giornali in Italia pronti uno a difendere Torino, uno Milano e l’altro Roma-Napoli, senza nessun ritegno e senza paura di mentire o gettar fango sul prossimo. Mi viene in mente il settore ristoratore/alberghiero, dove ora per avere delle recensioni di tutto rispetto devi comunque usare dei raggiri, quando dovrebbe essere normale che se uno offre un buon servizio, venga ben recensito. Mi viene in mente il settore musicale, dove ovviamente vengono spinti e “lumati” solo i cosiddetti raccomandati, ormai da anni.

Molte delle parti che contribuiscono a questo processo così mellifluo verso i poteri forti lo fanno controvoglia, vittime di contratti precari che li obbligano a soddisfare le richieste dall’alto, di vecchi e boriosi capoccia che vivono ancora in passate dimensioni, figli di idee obsolete e limitanti la libertà d’espressione.

E’ un momento di crisi dell’informazione nella sua natura più pura o è solo una sua evoluzione? Possibile che sia così difficile avere dei canali onesti e sinceri in Italia? Intendo che non siano low cost e/o semisconosciuti. Che sia davvero il preludio a una rivoluzione storica, magari meno evidente ma più subdola che segni questo momento storico..? Che sia io troppo pessimista?

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