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La madeleine di “Carosello” e la crisi della Rai

by senzaudio

Come dice William Shakespeare “la nostalgia è il ricordo delle cose passate”. Il tempo è un cerchio che dal passato ritorna nel futuro, tutto scorre. Ma perché in questi anni di “travaglio” siamo alla ricerca delle cose “vecchie”? Quello che vediamo attorno a noi non piace così cerchiamo di evadere dalla prigione della nostra realtà rifugiandoci in quello che ci rassicurava e ci faceva stare bene. È una forma particolare di protesta.

Una di queste operazioni nostalgia riguarda proprio la Rai. Da pochi mesi è stato lanciato “Carosello Reloaded” (dopo Matrix anche Carosello!).

Un tentativo di rilancio di quello che era un appuntamento fisso degli Italiani di una volta, appunto “Carosello” il modo più creativo e meno sfacciato di fare advertising in tv. Un unicum nel suo genere, nessuna nazione ha “sfornato” una tortina pubblicitaria così profumata e facilmente digeribile, diventata simbolo dell’Italia dei consumi, dell’Italia felice, dell’Italia dove si stava bene, dell’Italia creativa.

I creativi di una volta non ci sono più. La tecnologia ha offuscato le menti e ha prodotto persone che puntano allo share, al soldo, al sensazionalismo attraverso pochi effetti speciali. Ma ricordo che le cose di oggi non devono essere come i regali “esplosivi” di Puffo Burlone. Dentro la magnifica confezione (packaging per essere moderni) e il fiocco luccicante deve esserci il regalo, un contenuto perlomeno accettabile!

Creatività a casa mia è sempre stata il creare in modo diverso, l’arte di arrangiarsi, di creare cose belle o sogni con poche cose, anche e soprattutto economiche. Ecco appunto “Carosello” (the old one) che abbina la necessità dei prodotti di farsi conoscere e la mancanza di cifre stratosferiche per realizzarla (la tv era ancora pionieristica, bei tempi!) all’effetto sulle persone. Raccontare storie senza sbattere sfacciatamente in faccia il prodotto.

“Carosello” è un po’ la versione tv dei film muti di Georges Melies: racconti fantastici, trucchi da prestigiatore, personaggi simpatici o teneri, volti noti che si prendono in giro per creare un momento di evasione dalla vita quotidiana perché l’uomo, se ve lo siete scordato, è un animale da sogni.

Il ritorno di “Carosello” è stata un’operazione inaspettata. Credo che da parte della Tv di Stato ci sia la volontà di ricordare un bel tempo (ahimè) passato in cui la televisione era intelligente, in cui l’Italia era una pioniera della ricerca di nuovi format e linguaggi. C’è nostalgia della tv dei colossal, degli sceneggiati firmati da grandi registi e “Carosello” nel suo piccolo resta un gioiellino della creatività italiana: un modo geniale di fare pubblicità intrattenendo in maniera forse un po’ ingenua ma sicuramente non volgare. Oggi le pubblicità sono costellate di sottintesi volgari e la tv sta perdendo il suo ruolo informativo ed educativo proponendo spettacoli spesso penosi la cui punta d’eccellenza sono le forme al vento di qualche showgirl improvvisata. Dove sono le eccellenze della sceneggiatura, i creativi, i registi e ancora più importante dove è andata a finire la fantasia? Persi nel baratro esistenziale che molti figuri hanno incentivato continuando ad abbassare il livello medio della cultura italiana.

Il “Carosello” che fu è un piacevole ritorno se no non si spiegherebbe l’enorme successo editoriale di un noto quotidiano nazionale che poco tempo fa uscì in edicola con una collana dedicata al noto programma degli anni che furono ed andata letteralmente a ruba.

Ma cosa lascia allo spettatore questa versione “Reloaded” che non ha assolutamente gli stessi visual fx del film dei fratelli Wachowski?

Lascia amaro in bocca, e tanto… perché per chi si ricorda la vecchia versione è come scoprire d’un tratto che Babbo Natale non esiste. Un vuoto incolmabile, una tristezza profonda anche perché gli sketch di questa versione moderna non sono lontanamente paragonabili a quelli di un tempo che fu. Sono solo pubblicità un po’ più lunghe. Diciamolo apertamente: non ci sono i soldi e soprattutto le teste pensanti per fare qualcosa di simile a “Carosello” e la Rai con questo tentativo ha mostrato anche ai poco addentro al mondo dello share che è un ultimo tentativo di chi è con l’acqua alla gola.

Perché gli Italiani moderni hanno il potere di trasformare in fango (diciamo fango per non dire di peggio) tutto quello che toccano, come una sorta di Re Mida al contrario? Vi lascio a questa riflessione aggiungendo solo un’ultima cosa: il mondo che finora abbiamo vissuto è finito ed è inutile cercare di perpetuare un passato morto e sepolto. “We cannot repeat the past” diceva Nick Carraway al Grande Gatsby.

Per favore ricordiamo “Carosello” com’era. “Carosello” è il nostro passato, è la gioia di quando eravamo piccoli, è la nostra infanzia. Ritorniamo tutti un po’ bambini nell’approccio trasparente e sincero alla vita. Il passato non si può fotocopiare ma si può replicare quando le sue soluzioni erano eccellenti. Per avere uno sguardo sul futuro bisogna averlo sul proprio passato ed imparare umilmente da ciò che è già stato.

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