Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Intervista discronica con Immanuel Kant/2

Intervista discronica con Immanuel Kant/2

by senzaudio

“Possiamo interrompere?”. Poi mi fissa cercando un cenno di assenso. Annuisco. “Certo senza nessun problema” e lo guardo con aria interrogativa. ” Sa a quest’ora prendo sempre un tè caldo, e odio rompere l’ortodossia” alza la testa e scruta la sala alla ricerca di un cameriere. Finalmente lo trova. Lo fa venire al tavolo ed ordina, dunque ritorna ad infilare i suoi occhi nei miei. ” La mia ricerca filosofica si è sempre dovuta arrestare di fronte al più possente tra tutti i misteri: l’essere umano. Egli ha un mondo di cui è egemone, di cui potrebbe essere persino il legislatore, eppure non è mai pago. Esso non lo sazia, ed infatti l’essere umano profonde tutte le sue energie, lavora alacremente pur di affrancarsi dalla dimensione in cui è dominatore incontrastato per gettarsi in un mare in tempesta perpetua in cui è sopraffatto dai tumulti”. “Non dissimilmente da un colombo che pretende di volare oltre l’aria che gli permette il volo stesso” dico lasciando lo sguardo a mezz’aria come ad osservare la frase appena proferita. “Vedo che ha letto i miei lavori” “qualche riga, al massimo qualche paragrafo” sorride, sorrido anche io di rimando. Il cameriere ci interrompe. Lo serve con estrema reverenza e lui lo ricambia con una smorfia a metà tra il divertito e il cortese. Sorseggia il tè. “Riprenda pure” ” se non è un problema gradirei affrontare il tema morale ed in particolare porle il quesito che sintetizza tutta la questione etica: l’uomo necessita di un padrone?” “Vede come lei stesso ha asserito e compreso siamo di fronte ad una questione assolutamente dirimente e complessa, che tuttavia è in eludibile al fine di una riflessione filosofica ampia e complessa. Di certo l’uomo è debole e sospinto verso l’egoismo e dunque ha una necessità assoluta di un soggetto che gli segni la strada da seguire. Tale ruolo può essere assolto da un terzo e dunque da un signore o da un despota, oppure da un istanza intrinseca alla coscienza, e in tal caso siamo di fronte all’imperativo assoluto, il quale si configura come un monito intrinseco e perpetuo. Il discriminante è lo sviluppo intellettivo del singolo. Se egli si giace ancora nello stato di minorità avrà bisogno di un signore, altrimenti potrà farsi guidare dall’imperativo assoluto” ” e qual’è la natura di cotale imperativo, voglio dire appartiene alla sfera umana oppure la trascende?” Mi guarda, con un’espressione strana un ghigno al limite tra il beffardo e lo sconsolato ” Lei ha centrato il punto, il problema è che non lo potremo mai sapere. Di certo è un’istanza intrinseca alla coscienza ma di più non ci è dato conoscere”. Ha finito il te. “Grazie mille professore, è stato illuminante” “si figuri, grazie a lei, ora vado se non le dispiace. Ceno tutti i giorni alle sei e mezza e non mi sembra il caso di ritardare” si alza ed esce ed io lo fisso mentre si immerge in un tiepido tramonto tedesco.

Commenti a questo post

Articoli simili

Leave a Comment

Questo sito usa  per darti la miglior esperienza d'uso. Acconsenti all'uso cliccando il tasto "Accetta" o cambia le tue {WPCA_SETTINGS_LINK}.

Cookie settings

Below you can choose which kind of cookies you allow on this website. Click on the "Save cookie settings" button to apply your choice.

FunctionalOur website uses functional cookies. These cookies are necessary to let our website work.

AnalyticalOur website uses analytical cookies to make it possible to analyze our website and optimize for the purpose of a.o. the usability.

Social mediaOur website places social media cookies to show you 3rd party content like YouTube and FaceBook. These cookies may track your personal data.

AdvertisingOur website places advertising cookies to show you 3rd party advertisements based on your interests. These cookies may track your personal data.

OtherOur website places 3rd party cookies from other 3rd party services which aren't Analytical, Social media or Advertising.