Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Il manuale del leccaculo – Richard Stengel

Il manuale del leccaculo – Richard Stengel

by Claudio Della Pietà

Ho deciso subito che avrei letto “Il manuale del leccaculo”, appena saputo che Fazi Editore ci stava lavorando, e molto ci ho messo invece per partorire questa recensione, perchè volevo trasferire nel migliore dei modi la bellezza di questo libro a tantissimi potenziali lettori. L’argomento mi ha sempre intrigato tanto, così come la sorellastra Ipocrisia, così come la saggia nonna Parhesia, di cui molto sentirete parlare in questo saggio di R. Stengel.
E sono stato premiato, perchè ho goduto di intense e appaganti ore di sana lettura, istruttiva e nello stesso tempo gioiosa e spensierata, ore che mi hanno riempito di contenuti e che mi hanno portato a decidere di incoraggiare ciascuno a leggere questo libro.
Ormai lo grido anche tra i binari del tram.
Leggetelo ! E’ piacevolissimo, interessante, molto utile.
Innanzitutto vi dico ciò che non è, non è un mattone, non è uno sbrodolamento nauseante su un atteggiamento umano già di per sè vomitevole.
E’ la storia quasi romanzata dell’adulazione, del tipico essere umano, ma non solo, Leccaculo. Non solo perché la storia parte proprio dall’inizio, da quando l’uomo non era uomo, dai nostri antenati veri, che non erano uomini né donne, ma simpatiche scimmie. E proprio da loro, tra loro, nasce e si sviluppa e si tramanda alle specie successive, la pratica dell’adulazione.
Si parte con una sorta di giustificazione. L’analisi che l’autore ci offre nelle prime pagine, sembra quasi dirci: “Rilassati. Non c’è niente di male, ma soprattutto non puoi farci nulla, è nel tuo DNA.”
Ma pagina dopo pagina, scopriremo che non è proprio tutto così scontato. Girovagando tra epoche diverse, e conoscendo popoli la cui vita si sviluppa con caratteristiche sociali opposte, l’autore ci regala una panoramica di questo storico atteggiamento.
Conosceremo realtà umane, collocate vicine o lontane geograficamente e nel tempo, che nemmeno concepivano l’adulazione, così come incontreremo realtà dove l’adulazione non ci poteva essere perché tutto era vero. (ma sarà poi vero?)
Faremo l’ennesima esperienza della saggezza greca, che lavorava per mantenere il più lontano possibile dai confini della polis tale concetto, e promuovendo invece la Parhesia, la franchezza, mia sorella.
E poi ? Poi i romani, dove sua maestà l’adulazione invece, attecchisce più che un’edera, e muta pure da sociale ad individuale.
E avanti, passo dopo passo, fino ai giorni nostri, dove sembra spesso di essere immobilizzati dai tentacoli della protagonista di questo libro, tentacoli che può anche capitare diventino nostri, personali, così da avvolgere o circuire chi ci sta vicino. E’ quello che succede quando sei circondato da una folla enorme che spinge, e spingi anche tu, perché sei spinto e tenti di opporti, ma la marea umana fagocita corpo e mente.
Ecco dunque. Per mantenere la mente elastica, viva, attenta e pronta a respingere adulazioni e tentazioni di adulare, leggete Il manuale del leccaculo.

“La società non è resa più decente e vivibile dalla trasparenza, né dall’adulazione sfrenata e ipocrita, ma esiste certamente un giusto mezzo: le omissioni tattiche della vita quotidiana, quelle che rendono possibile la convivenza civile. In fondo, per compassione o convenienza, non mettiamo in discussione il modo in cui gli altri presentano se stessi. Si tratta di una forma di adulazione ? Ritengo di sì. Fa male a qualcuno ? Credo di no. Come disse Lord Chesterfield, se le donne o gli uomini vogliono credersi un po’ più intelligenti o affascinanti di quanto siano in realtà, cosa c’è di male ? I vantaggi superano i costi. Se dire a una persona che è più bella o intelligente di quello che è la fa sentire tale, ciò la renderà probabilmente più bella e intelligente. E più gentile. E’ un miglioramento sociale; significa rendere la vita piacevole. Saggio e gentile lettore, spero, confido e prego affinché tu possa essere d’accordo, o perlomeno non sprezzante nello sforzo.”

Voi siete d’accordo ? Leggete il libro, poi anch’io vi dirò se lo sono. Buona lettura.

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