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Il gringo vecchio – Carlos Fuentes

by Claudio Della Pietà

Ho letto con estremo piacere “Il gringo vecchio” di Carlos Fuentes, un autore che approfondirò al più presto per conoscerlo meglio.
Era un po’ che un libro non mi sorprendeva così tanto, non mi dava cose che non mi sarei aspettato di trovare in uno scrigno di carta.
La lista dei libri da leggere e’ lunghissima, cresce oserei dire di ora in ora, e avendo spesso la fortuna di scegliere cosa leggere, ho già delle precise aspettative, speranze, o visioni, o profezie.
Il gringo vecchio invece mi ha sorpreso molto, era probabilmente li che mi chiamava, che mi aspettava e lo dico, Giuseppe Genna me lo ha presentato.
Il gringo mi ha sorpreso presentandomi ben tre eccezionali protagonisti. Mi ha sorpreso con un’ambientazione, una scenografia, una fotografia molto più pacate di ciò che mi aspettavo, ma di rara bellezza. Attenzione però. Il libro va letto con la sezione del cervello deputata all’immaginazione, attiva al livello di massima allerta.
Il gringo vecchio esprime raffinatezza, eleganza, spessore.
Vi vedo, vi immagino quando leggerete alcuni passi del libro, e vi o,fermerete con lo sguardo nel vuoto, il peso del libro in mano, le dita intorpidite per la tensione con la quale stringerete le pagine, e vi sento inveire contro di me dicendo: “Ma quale eleganza !”
Gia’. Stiamo leggendo e parlando di deserto, polvere, caldo, sudore, donne mia depilatesi in vita loro, uomini nudi e sporchi di fronte a donne e bambini, nel pieno del loro vigore. Dove sta l’eleganza ?
Eppure chi si avventurerà al di là della frontiera Usa/Messico se ne accorgerà. Questo libro raffinatissimo ci racconta il fatto più anticonformista che ci sia, la rivoluzione, la rivoluzione messicana, la rivoluzione per antonomasia, il Messico e’ la rivoluzione, e’ sempre in rivoluzione, e ci racconta appunto la vita dei rivoluzionari.
La vita dei messicani è in mano a generali, più o meno ufficialmente nominati o più spesso autonominatisi, e uno dei tre protagonisti è il generale Tomas Arroyo, nella cui esperienza rivoluzionaria si inseriscono due elementi estranei, due americani, un uomo il gringo vecchio, e una donna Harriet Winslow, insegnante che vuole rivoluzionare la sua stanca vita di gringa, e superare con il gringo vecchio frontiere geografiche e personali.
I due superano la frontiera geografica per motivazioni diametralmente opposte, le più opposte che ci siano, vita e morte. E così sarà il loro percorso, carico di opposti, di incontri e di scontri. Ma come accennavo, il lato ruvido, volgare, sporco e puzzolente della rivoluzione non avrà la meglio. Tranquilli non sto spoilerando, non vi rivelo nulla. Fate come me, ma non fidatevi di me. Fidatevi di Carlos Fuentes. Prendete il libro, non leggete seconda terza e quarta di copertina. Leggete subito la storia di Arroyo, Harriet, e del gringo vecchio.
Adios amigos.

“Il generale si colpi’ con il dito indice la tempia: tutte le storie sono qui nella mia testa, tutta una biblioteca di parole; la storia della mia gente, del mio villaggio, il nostro dolore: qui nella mia testa, vecchio. Io so chi sono, vecchio. Tu, lo sai ?”

“Perdonami, piccola gringa. Non so molte cose del mondo. A volte sono molto collerico. Capisco e sento alcune cose in modo molto profondo, piccola gringa, molto profondo, perché se non le sento, non riesco a capire niente.”
Ballarono il valzer come se ballassero una storia.

Il gringo vecchio
Carlos Fuentes
il Saggiatore Srl Milano 2015
ISBN 978-88-428-2148-9

Pagg. 201 Euro 18,00

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