Gregorio Magini – Cometa

by Gianluigi Bodi

Per me Neo edizioni è la casa di tutti quei libri che per  un motivo o per l’altro non ti fanno dormire la notte. Era successo con Zardi e il suo XXI secolo, con Tetti e il vento rabbioso e a modo suo pure con Vinpeel. Questo nuovo libro “Cometa” di Gregorio Magini rimane sulla stessa linea insonne per motivi che spero di riuscire a spiegare.

Il narratore è un tipo che se ce lo avessi davanti lo prenderesti a schiaffi senza nemmeno pensarci su due volte (ma su questo alla fine ci torniamo). A tratti saccente, approfittatore, vive con i soldi del nonno che lo instrada verso la sottile arte dell’ogni lasciata e persa e si finge squattrinato per abbordare le ragazze. Se serve essere un militante di sinitra lui lo diventa, se serve prendere il treno e girare il mondo lui lo fa, se bisogna buttarsi a destra lui ci si butta.

L’incipi di questo libro è fulminante e rieccheggerà nelle vostre teste per lungo tempo. È un pugno al mento ben assestato. E se poi pensate che il ritmo cali, le cose si tranquillizzino un po’ vi sbagliate di grosso, il ritmo rimane costante. Ogni cosa viene distrutta, non rimane nulla di sacro. Nelle prime battute vengono disintegrati i rapporti tra figlio e genitori, tra parenti, l’influenza della scuola, l’innocenza dei bambini, gli ideali politici, tutto. È un continuo susseguirsi di sberle ben assestate. Quando poi si arriva all’incontro tra Raffele e Fabio il libro esplode, quel grumo colorato che vedete impresso sulla copertina potrebbe tranquillamente immortalare l’attimo prima di una esplosione devastante.

Quello che sembra fare l’autore è disintegrare sistematicamente tutti i volori che riconosciamo universali, ma non per il gusto di lasciarli a pezzi sul pavimento, con l’idea che poi spetti a noi lettori l’opera di ricostruzione. Perché se le cose non vanno bene non possiamo continuare a fare quello che facevamo, bisogna cambiare le carte in tavola.

E torniamo al protagonista, a Raffaele. Come scritto sopra è difficile pensare di voler diventare amico suo eppure, a mano a mano che il libro procede, si insinua in noi il pensiero che Raffaele, in fin dei conti, sia una persona sola che sublima la sua solitudine cercando di riempire il vuoto con dei comportamenti da satito arrapato.

Nel 2018 i libri buoni non mancano, ma se volete una cosa che vi prenda a calci dall’inizio alla fine allora “Cometa” fa per voi e visto che ci siete tenere sempre gli occhi aperti sul catalogo di Neo Edizioni. Le iene non tradiscono mai.


Gregorio Magini, nato nel 1980, vive e programma a Firenze. Ha fondato e coordinato il progetto Scrittura Industriale Collettiva, da cui è nato In territorio nemico (minimum fax, 2013). I suoi racconti sono apparsi sulle maggiori riviste letterarie italiane e su numerose antologie. Dopo l’esordio di La famiglia di pietra (Round Robin, 2010), torna al romanzo con Cometa.

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