Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Elena Mearini – Strategia dell’addio

Elena Mearini – Strategia dell’addio

by Gianluigi Bodi

E’ molto raro che io parli di poesia. Mi frena una certa devozione nei confronti di questo magnifico mezzo espressivo. Faccio però un eccezione al mio solito silenzio perché questa volta, mentre leggevo “Strategia dell’addio” di Elena Mearini mi è parso di leggere altro dalla poesia. O meglio, non solo poesia. Il susseguirsi dei componimenti della Mearini mi sono sembrati prendere la consistenza per me familiare del romanzo. Forse per il linguaggio utilizzato dall’autrice che non allontana il lettore, ma lo avvicina lentamente. Forse perché le brevi poesie si sono fuse e amalgamate tra loro creando una sostanza molto simile alla narrativa.

Quello che fa la Mearini in questa pagine, o forse sarebbe meglio dire, quello che la mia anima di lettore ha colto, è affermare un Io. L’Io della poetessa. Un affermazione che passa attraverso la consapevolezza che le mancanze, i vuoti, le storture non sono difetti, ma caratteristiche proprie di un corpo e di un anima.
C’è un continuo alternarsi di dubbi e ricerca di una quiete all’interno di altre quieti da una parte, e di schizzi di consapevolezza e forza caratteriale dall’altra.
Ma questo non è tutto. C’è anche il rapporto difficoltoso, spesso sofferto, con l’oggetto amato. Qualcuno a cui si chiede la possibilità di non essere cambiati, qualcuno che a cui si chiede di essere apprezzati per ciò che si è, qualcuno da lasciarsi alle spalle dopo quella che sembra essere una distesta infinita di vuoti e dolori.

Un libro di poesie che attraversa le fasi dell’abbandono e in cui, alla fine, la poetessa trova la forza di affermare se stessa come imprecisa individualità.

Le poesie sono accompagnate dai disegni, oserei dire minimalisti, di Clara Patella. Un viaggio a braccetto che arricchisce di senso la raccolta. In alcune delle illustrazioni non si fa fatica a trovare il riflesso di noi stessi. I tratti di questa disegnatrice sono discreti, quasi come se fossero quei piccoli esercizi distensivi che facciamo quando siamo al telefono.

Una chiusa finale la dedico a LiberAria che, nella collana Penna, ma più in generale, nel suo catalogo, sta declinando perfettamente il tema del coraggio editoriale.

Elena Mearini (nata del 1978) si occupa di narrativa e poesia, conduce laboratori di scrittura in comunità e centri di riabilitazione psichiatrica. Nel 2009 esce il suo primo romanzo Trecentosessanta gradi di rabbia, (Excelsior 1881) con cui vince il premio giovani lettori “Gaia di Manici-Proietti”; nel 2011 pubblica Undicesimo comandamento (Perdisa pop) con cui vince il premio Speciale UNICAM – Università di Camerino e il premio giovani lettori “Gaia di Manici-Proietti”. Nel 2015 pubblica il romanzo A testa in giù (Morellini editore) e firma due raccolte di poesie: Dilemma di una bottiglia (Forme Libere editore) e Per silenzio e voce (Marco Saya editore). Nel 2016 esce Bianca da morire (Cairo Editore).

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