Dal fax agli scatoloni – Minimum Story 1

by Gianluigi Bodi
Minimum Fax

In un periodo in cui alle persone era venuta voglia di “scendere in campo,” a Roma, due ventenni, decisero che per loro era venuto il momento di scendere nel campo dell’editoria indipendente.
Marco Cassini e Daniele Di Gennaro in realtà bazzicavano già da qualche anno certi ambienti culturali. Cassini aveva iniziato ad organizzare corsi di scrittura creativa presso l’associazione culturale Essere o non essere di Trastevere, locale aperto nel 1991 da Riccardo Cassini, il fratello di Marco. Lì Cassini incontra Di Gennaro, Piccolo e Pascale. I legami iniziano a stringersi. Marco si era già inventato una rivista da spedire via Fax a tutti quelli che ne facevano richiesta, Di Gennaro chiede di collaborare e da qui inizia il sodalizio tra i due.

 La rivista era fatta da una serie di rubriche: Ipse dixit, autorecensioni lampo; Mosaix, schegge di letteratura comica. Faxtotum, una bussola per orientarsi nell’universo dei premi letterari e degli appuntamenti del mondo editoriale. Inoltre, era previsto uno spazio allestito a laboratorio di scrittura a puntate, a cui hanno partecipato autori come Dacia Maraini, Maria Luisa Spaziani, Dino Verde e Stanislao Nievo.(Tratto da Progetto Bardamu).

Qualcosa che in questo momento potremmo definire come a metà tra la Newsletter e la Mailing list. I due cercano di occupare tutti gli spazi, dare contenuti rilevanti e interessanti. Per dire, riescono a convincere Riccardo Duranti (storico traduttore e amico di Raymond Carver) e Tess Gallagher (l’ultima moglie di Carver) a farsi “regalare” un racconto dello scrittore americano.  Il tutto riducendo al minimo l’uso della carta, perché il fax ha un costo, ovviamente.
Ecco che nasce Minimum Fax. Prendendo una parte del nome dallo strumento tecnologico che ha permesso l’inizio del percorso e l’altra parte quasi a voler giocare con quella che allora era la famigerata “Minimum Tax” e con il concetto di dimensioni ristrette della rivista.  

Una rivista via fax nel 1993 ha principalmente un difetto. Se è vero che da un lato risolve i problemi di magazzino e di distribuzione, dall’altro è impalpabile e destinata a scomparire. La carta chimica utilizzata nei fax per sua natura dopo qualche tempo scoloriva e il testo scritto spariva nel nulla.
Di Gennaro e Cassini maturano quindi la decisione di creare qualcosa che si possa trovare nelle librerie, qualcosa che possa restare negli anni.  

Insomma, perché non pubblicare dei libri? 

Dall’istante in cui ci ponemmo quella domanda al momento in cui ci ritrovammo a scaricare i cartoni dei primi due “quaderni di minimum fax” al nostro stand al Salone del libro di Torino del 1994 passarono in tutto cinque settimane. 

In quel momento non nasce solo Minimum Fax. Quasi a volersi contrapporre all’accentramento della grande editoria in un unico gruppo (Einaudi era stata acquisita da Mondadori) molte altre case editrici nascevano in quel periodo. Voland nasce ad aprile del ’95, Meltemi compie i primi passi nel ’94, Fazi nasce nel ’95 e questo solo a Roma. L’esigenza di dare nuova linfa all’editoria italiana convince alcuni individui ad inserirsi in una nicchia che all’epoca contava circa 2500 case editrici nel panorama italiano e che adesso vede la cifra assestarsi attorno alle 4600 realtà editoriali (dato AIE del 2016). Un numero che non può, da solo, esprimere il continuo fermento in questo settore che vede la morte e la nascita di nuove case editrici ogni anno.  

E allora quali sono i primi titoli pubblicati dalla neonata casa editrice romana? Lo vedremo nel prossimo post dedicato alle origini di Minimum Fax. 


L’immagine di copertina è una gentile concessione dell’editore Daniele Di Gennaro. Si tratta della scansione di una delle copertine utilizzate per la rivista via fax che ha dato origine alla casa editrice.

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