Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Canti del Mid-America – Sherwood Anderson

Canti del Mid-America – Sherwood Anderson

by Gianluigi Bodi

Chi segue questo spazio con una certa assiduità sa che non mi occupo di poesia. A chi questa informazione non è pervenuta lo posso dire ora. Non mi occupo di poesia perché ritengo sia un linguaggio che ha bisogno di strumenti precisi per essere compreso. Strumenti che vanno affinati. Non necessariamente insegnati, possono essere appresi anche autonomamente. Bisogna essere in grado di percepire le vibrazioni che la poesia emana, capirle, per poi amarla o odiarla.
A me però piace fare delle eccezione tanto per confermare la regola.

Mi è capitato in mano questo agile volume di poesia intitolato “Canti del Mid-America“. Lo scrittore autore di quest’opera è Sherwood Anderson che i bene informati conosceranno in quanto uno dei più amati scrittori di racconti brevi e che qui troviamo in una veste leggermente meno usuale. In realtà, dico leggermente, perché questi canti hanno l’ampio respiro del racconto. E, nel loro complesso, elargiscono la coesione di un’opera  di narrativa ben compatta.
L’amore di Anderson per la propria terra è palpabile, la sofferenza per le ferite ad essa provocata è chiara ad ogni pagina. Il granoturco, simbolo di nascita e prosperità viene quasi venerato dal poeta, lo troviamo proposto canto dopo canto, quasi che a voler contare quelli che non vi fanno riferimento, ne troveremmo ben pochi.
Questi canti sono accessibili anche ad uno che si ritiene un ignorante poetico. Le strutture sono ariose, i versi sono scanditi con uno stile che è imparentato strettamente con la prosa. Eppure il quadro complessivo funziona meravigliosamente. Sherwood Anderson dipinge di colori d’oro le sue terre, regalandoci un paese in cui le persone lottano per sopravvivere e donandoci una sottile malinconia densa come il fumo di un falò.

Corrimano Edizioni, nella collana Baltimora, lancia uno sguardo a ciò che giace fuori dai nostri confini. Lo fa con un’opera di preziosa riscoperta di lavori perduti. Lo fa confezionando libri che hanno una personalità ben precisa. Un certo rigore formale se vogliamo. Uno stile che parla di unità di significati.

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