Amstel Blues

by senzaudio

E’ appena uscito, per Sellerio Editore, il secondo romanzo di Claudio Coletta, cardiologo romano e già scrittore dell’avvincente ed intrigante Viale del Policlinico, giallo d’ambientazione romana anni ’70.

Per Amstel blues la scena viene cambiata, facendo un salto di parecchi chilometri e spostandosi su nel Nord Europa, ad Amsterdam per la precisione. E’ lì infatti che Sandro Lucchesi, scrittore italiano bloccato nella stesura del suo secondo romanzo, decide di sistemarsi per provare a scrivere, forse per l’ultima volta, il romanzo che non arriva da anni. Quello che lo attenderà è una storia che di risvolti romanzeschi  ne ha parecchi, forse più di tutte quelle gettate su carta: una ragazza, alla finestra di fronte, che cattura il suo sguardo e non lo lascia più andare, coinvolgendolo in un qualcosa che ben presto gli scappa di mano.

Se nel primo libro Coletta riesce a catturarti fin dalle prime righe, costringendoti a divorare la storia tutta in una volta, Amstel blues ha bisogno di ingranare la marcia: in un certo senso il lettore viene a trovarsi in uno stato d’animo pari a quello del protagonista. Attraverso un’attenta descrizione degli stati d’animo di Sandro Lucchesi, infatti, il cambiamento che l’entrata in scena della ragazza della finestra di fronte e il sempre maggiore interesse che lei porta in lui, filtra anche nella narrazione letteraria stessa; il tono della trama diventa più incalzante, il mistero e la scoperta diventano temi portanti di una lettura che richiede un’accelerazione, per poter condurre il lettore al quid della storia.

Così, le strade ed i canali di Amsterdam – con qualche digressione internazionale – accolgono una storia che si ispira alla narrativa “a specchio” (ricordiamo Hitchcock, con La finestra sul cortile) e che si dipana su più livelli, andando a formare un metaromanzo: i capitoli che seguono le vicende di Sandro e della ragazza sono infatti intervallati dalle stesure del romanzo a cui lo scrittore sta lavorando, che si evolve e si attorciglia su se stesso a seconda di come la vita reale procede. Un romanzo nel romanzo, ma non solo  come puro espediente narrativo: la finezza della trama consiste più che altro nel fatto che la scrittura sia la protagonista assoluta di tutti i livelli di narrazione analizzabili.

Amstel blues è si la storia di un uomo bloccato nella sindrome della pagina bianca da cui viene liberato da una versione moderna e giovane della femme fatal, ma è sopratutto la storia di un’opera letteraria in divenire: le digressioni in corsivo, letteralmente i “pezzi di libro” sono funzionali alla trama portante, ne accompagnano l’evolversi, quasi fossero il parallelo della donna alla finestra. Una trama che, se pur abbastanza distante dai caratteri del giallo di stampo classico e medico di Viale del Policlinico (dove la precisione scientifica – dovuta alla formazione professionale dello scrittore –  viene a ricordare il giallo alla Agatha Christie) funziona perché aperta: emblematico è il finale, dove non si giunge ad una conclusione canonica, ma vengono lasciate percorribili più strade. L’ambientazione geografica lo conferma: l’Olanda, terra di contatto con l’Europa Continentale e di apertura verso l’estremo nord diventa simbolo di moto, di una staticità iniziale che gradualmente viene modificata, fino a giungere agli ultimi capitoli, dove Sandro, ed insieme a lui il lettore, vengono coinvolti in un’indagine vorticosa.

La presenza dei personaggi secondari, infine, vere e proprie macchie di colore locale ed internazionale – Aldo, il napoletano boss di un giro di escort d’alta classe, cantante neomelodico amatoriale, la vecchia vicina di casa olandese, Anna, prostituta d’aguzza intelligenza – rende il tessuto narrativo vibrante e fresco, ma è in particolare il personaggio della ragazza a catturare l’attenzione: lei è un’affascinante esempio di bifrontalità, di come sotto una determinata apparenza possa nascondersi ben altro.

Il talento dello scrittore viene ad esser confermato in questo secondo romanzo, portato a termine in un bellissimo gioco di specchi riflessi tra lui ed il suo protagonista; un romanzo che non solo potrà allietare qualche ora sotto l’ombrellone ma che racchiude spunti e citazioni decisamente interessanti da scoprire.

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