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Storie Cattive – Bonaventura Guidi

written by Adriano Fischer 5 luglio 2017
Bonaventura Guidi, Storie cattive,

I racconti sono dieci. Nel primo, il pezzo mancante, lo specialista Raciti preferisce, a un intervento chirurgico di asportazione, trascorrere il capodanno al Rotary club.

Nel secondo, un seduttore beffato, un menage a trois fra due medici e una tirocinante complica irreparabilmente la reputazione di un medico. Nel terzo, Zappalà, medico chirurgo si toglie la vita per via di un cognome, il suo, che considera una iattura. Nel quarto, una sfortunata coincidenza, l’infermiera Vasta, moglie di un pregiudicato, si suicida, lanciandosi da una finestra dell’ospedale. Nel quinto, Pietro Pace, un vecchio pediatra assume le vesti del giustiziere forando le ruote dei cittadini incivili. Nel sesto, troppo magra, Adelaide, un giovane medico, si affida a una nutrizionista dietologa che le fa dimagrire fino a sfigurarla. Nel settimo, soltanto odio, Ottorino, un medico in pensione, livoroso, dà sfogo ai suoi rancori uccidendo un malavitoso. Nell’ottavo, operazione fish, un dottore si fa pagare per ricoverare i pazienti all’ospedale. Nel nono, delitto e castigo, il medico Spina per nascondere la propria inefficienza uccide il collega, testimone di un errore irrecuperabile. Nel decimo, il medico domani, una legge del 2070 ha decretato illegale la professione del medico, vietandone, pena la condanna, il suo esercizio.

I racconti hanno un tema comune; la professione del medico. È tra le categorie indiscutibilmente più volubili, dove basta un nulla perché un medico adulato si traduca in uno inetto. Quella professione che corre sempre sul filo dell’imprevedibile, ma alla quale ci si consegna in modo fideistico.

Il medico millantatore, quello stolto, il corruttore, l’assassino, il medico che estorce, quello che truffa, che raggira e inganna, aldilà di un codice che punisce e radia, rompe un legame di fiducia che, con il paziente, è imprescindibile. Il medico è il depositario delle ancestrali angosce, di quelle stesse che, molte volte, non potendo essere curate, si risolvono in confidenze o disattese richieste d’aiuto.

I medici di Bonaventura Guidi hanno infranto questo rapporto. La categoria dei medici è pertanto svilita, ha smarrito i valori sui quali ha eretto la propria credibilità. I medici degradati pertanto a criminali, individui ai quali sarà precluso l’esercizio della professione.

L’autore, ad ogni modo, attraverso questi brillanti racconti consegna al lettore una nemesi che trova il suo apogeo proprio da dove tutto è iniziato; a Coo, l’isola di Ippocrate.

 

Antonio Russo, in arte Bonaventura Guidi, dopo quasi quarant’anni da medico ospedaliero si è dedicato agli studi umanistici e alla scrittura. Storie cattive è la sua opera d’esordio.

 

 

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