Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Un pezzo di uomo – Kari Hotakainen

Paratesto:
Di progresso e confusione, di straniamento e solitudine, di crisi e di infinite linee che collegano le vite delle persone, le intrecciano senza soluzione di continuità. Perché, a ben vedere, siamo sempre stati tutti connessi, anche prima di internet.

Testo:

Quello che vi mostra la copertina è già parte della narrativa. E’ raro incontrare una simile corrispondenza tra la scelta estetica del contenitore e il nucleo di sostanza del contenuto. Tanto per farla molto semplice, se guardate l’immagine scelta per farvi entrare piano piano all’interno del libro vi troverete di fronte un piccolo riassunto dei temi trattati da Kari Hotakainen in “Un pezzo di uomo“.
Uno scrittore in difficoltà si offre di comprare la vita di una signora che ne ha viste di tutti i colori. Dopo un iniziale tentennamento, la signora accetta, i soldi le fanno comodo per aiutare qualcuno. La figlia Helena.
Salme, il nome di chi vende la propria vita, chiede allo scrittore di non inventare, di riproporre parola per parola, quanto racconterà. Ma lo scrittore viene presto meno al suo patto e Hotakainen sembra avercela con noi, sembra che il messaggio di questa promessa mancata sia diretto al lettore: anche se vi diciamo che è tutto vero, mentiamo.
Allora Salme racconta, racconta spezzoni, salta avanti e indietro. Ha avuto quattro figli, di cui uno morto giovane. Ha avuto una merceria assieme al marito Paavo che poi, ad un certo punto, ha smesso di parlare (e capiremo perché leggendo il libro). Ci racconta di qualcosa di brutto che è capitato ad Helena, quel qualcosa per cui servono i soldi. Poi Maija spostata con Biko, uomo di colore che non è ben visto da Paavo ed infine Pekka ragazzo balbettante che padroneggia l’arte dell’imitazione per sopravvere. Ed infine Kimmo, estraneo alla famiglia, arriva e frantuma.
Sullo sfondo c’è la crisi economica che ha abbattuto l’economia finlandese e, di conseguenza, i nostri personaggi. Hanno crisi d’identità, non riescono più a riconoscere se stessi, ma soprattutto non riescono a trovare la loro posizione d’equilibrio nel mondo. Sono nel mondo, ma contemporantemante fuori di esso, perché non lo riconoscono più. Pare vada troppo forte e loro sono scesi.
Kari Hotakainen è un maestro a descrivere il marasma interiore che comprime dall’interno il cuore dei suoi personaggi e spinge per uscirsene fuori. Quando poi questo succede lo scoppio è assordante.

Coordinate:

Iperborea  mi ha abituato molto bene, forse troppo. Ma va bene così, approfitto di ogni nuova lettura, cerco di non crearmi false aspettative, poi mi capita di leggere libri come questo, libri che mi fanno pensare fino allo sfinimento, libri che entrano in contatto con alcune delle mie paure e allora so che faccio bene a fidarmi di Iperborea.

Kari Hotakainen è uno scrittore finlandese di cui, ahimé, prima d’ora, non avevo letto nulla. “Un pezzo di uomo” diventa perciò il primo libro di una lunga serie che spero mi accompagni con immutato piacere per parecchi anni. Troverete ovunque una citazione di Arto Paasilinna su Hotakainen, è un po’ abusata, ma rende bene l’idea di quale siano i tratti salienti della sua  scrittura: “un umorista temibile, intelligente, acuto, quasi calcolatore”. Oltre a questo libro Iperborea ha pubblicato anche “Via dalla trincea” e “Colpi al cuore”.

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Kari Hotakainen

A Nicola Rainò  mi piacerebbe chiedere com’è tradurre un libro dal finlandese all’italiano. Se ci sono dei tratti caratteristici del finlandese che poi vengono persi nella nostra lingua. Perché il finlandese è una lingua strana se vista dalla nostra. E’ qualcosa di particolare sia da vedere scritta che da sentir parlare. Per cui, quando leggo qualcosa che ha come patria la Finlandia, tradotto così bene in italiano, mi viene solo fa fare i complimenti.

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