Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Percival Everett – In un palmo d’acqua

Percival Everett – In un palmo d’acqua

written by Gianluigi Bodi 3 ottobre 2016
In un palmo d'acqua, Percival Everett, Nutrimenti,

Uno, cento, mille Percival Everett.

Non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che ogni libro di Percival Everett sia scritto da un Everett diverso da quello precedente. Già con la mia pretendete lettura ho avuto il presentimento che ci fossero mille scrittori dentro ad uno scrittore. Adesso mi trovo di fronte ad una raccolta di racconti intitolata “In un palmo d’acqua” e il presentimento si appalesa un’altra volta.

In un palmo d’acqua e in compagnia dei cavalli.

Mentre leggevo i racconti contenuti in “In un palmo d’acqua” mi sono tornati alla mente altri scrittori che ho letto nell’ultimo periodo. Il motivo principale che ha scatenato questa serie di collegamenti è il tipo di ambientazione utilizzata da Pervival Everett per fare da sfondo a queste storie e una sorta di alone che le ammanta.
Quello che salta agli occhi non è un luogo preciso, una località definita. Quello che rimane dentro è lo stretto rapporto che l’uomo ha con la terra che coltiva e con le bestie che alleva. Il cavallo, ad esempio, è una presenza costante in tutti i racconti e diventa compagno, salvatore, confessore, osservatore.
Leggendo questo libro ho tirato fuori dalla memoria le opere di Wendell Berry e quelle di Kent Haruf, che già legavo tra loro per assonanze. Percival Everett entra in punta di piedi in questo gruppetto con una raccolta di racconti da leggere tutto d’un fiato.

Andrà tutto bene, ma forse no.

Il fatto è che leggendo i primi racconti si ha l’impressione che tutto stia andando per il meglio. La signora anziana che trova il proprio personale eden, il ragazzino che trova la propria pace in riva al fiume, l’uomo che va alla ricerca di una bambina perduta. Si ha l’impressione che nel mondo di Everett, almeno in quello creato dalla somma di questi racconti, le cose abbiamo una fine deliziosa. Poi, il tono vira leggermente, è compare l’ombra, un’ombra che vortica nella nebbia e che si nutre di una scena spaventosamente crudele. A questo punto arriva il messaggio, forte e chiaro, un messaggio banale, se vogliamo: anche la letteratura, come la vita, ha mille sfumature.

Racconti per gli appassionati.

Quella di Everett è una penna esperta. La capacità di coinvolgere il lettore nelle spire della lettura è molto alta. Si inizia la storia e senza rendercene conto siamo passati dall’altra parte in un attimo. Invidio molto a certi scrittori l’essere in grado si scrivere facendo sembrare tutto semplice e limpido.

Extra

Ottima traduzione di Letizia Sacchini.

Va ringraziata Nutrimenti per la costanza con la quale sta seguendo tutta l’opera di Percival Everett per noi autori italiani affamati dei lavori di questo illustre scrittore.

Percival Everett è nato nel 1956 nella base militare di Fort Gordon, in Georgia, dove il padre prestò servizio come sergente prima di diventare dentista, Percival Everett insegna scrittura creativa e letteratura alla University of Southern California. Alla carriera accademica è arrivato dopo una laurea in filosofia a Miami e un percorso irregolare, prima chitarrista jazz, poi addestratore di cavalli e rancher, infine professore di liceo. Sposato con la scrittrice Danzy Senna, nel tempo libero dipinge e pratica la pesca alla mosca, passioni che ama condividere con alcuni dei suoi personaggi.
È autore di oltre venti libri tra romanzi, raccolte e saggi, e ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come l’Academy Award in Literature, lo Hurston / Wright Legacy Award, lo Usa Pen Literary Award e, in Italia, il Premio Gregor von Rezzori. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo.

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