Michele Masneri – Stile Alberto

by Gianluigi Bodi

È molto probabile che il motivo che mi ha spinto a leggere “Stile Alberto” di Michele Masneri sia dovuto al fatto che, lo scorso anno, le sue cronache presenti nel volume “Steve Jobs non abita più qui” mi erano piaciute molto. Ciò che mi era piaciuto del volume Adelphi era lo sguardo originale e ironico, la capacità di mettere assieme informazioni apparentemente distanti e di formare un quadro, non solo coerente, ma anche molto analitico e preciso che descriveva alcune manifestazione dell’americanità che spesso sfuggono ai racconti mainstream.

In “Stile Alberto”, edito da Quodlibet, ho trovato lo stesso sguardo, questa volta però applicato a una materia a cui l’autore tiene davvero. Mentre nel libro precedente si notava un certo distacco e una voglia di mettere insieme i pezzi per spiegare, qui invece il racconto parte da una posizione privilegiata e mette assieme ricordi ancora vividi per dare un ritratto dello scrittore e intellettuale Alberto Arbasino.

L’inizio del libro viene dedicato alla figura di Arbasino in quanto uomo di gusto e cultura, dotato di un’ironia tagliente e di quella patina di noia che fa molto aristocrazia. Masneri svela quasi subito la sua adorazione nei confronti dello scrittore. Sia grazie alle letture dei suoi libri, “Fratelli d’Italia” tra tutte – grazie al quale si comprende immediatamente lo studio e la passione che Masneri nutre nei confronti di Arbasino – sia attraverso aneddoti e ricordi che lo raccontano vicino allo scrittore.

Come spesso accade nelle biografie, la scelta dei particolari che si decide di raccontare dicono molto dello scrittore ritratto, ma altrettanto dello scrittore che ha composto l’opera. Masneri si sofferma a lungo sul tasto della nostalgia, sul ricordo di una certa Roma e di certi ambienti aristocratici che ormai hanno perso il loro smalto. In un certo senso Masneri, approfitta della figura di Arbasino, mi si passi il termine “approfitta”, per dipingere un ritratto sui bei vecchi tempi andati. Ciò che rende però diverso questo libro da altri che guardano il passato con nostalgia è la penna di Masneri. L’autore, a tratti, sembra quasi sovrapporsi con lo scrittore tanto ammirato, quasi come se ne avesse ereditato lo humor e la capacità di allontanare da sé ogni cosa con un gesto della mano o una semplice alzata di spalle. Non si tratta di imitazione, per carità, sempre più che Arbasino si sia impossessato di Masneri e che, assieme, abbiano scritto questo libro davvero molto piacevole.

Come è ovvio, non ho mai conosciuto Arbasino, ma credo che se le nostre strade si fossero incontrate non mi avrebbe degnato nemmeno con uno sguardo, complice la mia fastidiosa abitudine di continuare a vestire in jeans e felpe abbondanti. Nonostante questa distanza spirituale, mi sono trovato a sorridere dei suoi vezzi e delle sue manie: l’invio quasi compulsivo di cartoline, Auguri! Auguri! la erre arrotata e così via. Leggere “Stile Alberto” è stato un viaggio molto piacevole sia perché ho potuto conoscere alcuni aspetti di Arbasino che lo hanno fatto risaltare ancora di più, sia perché ho potuto vedere con i miei occhi cosa riesce a fare uno scrittore come Masneri quando racconta il proprio rapporto con un idolo.

Aggiungo che il volume è corredato di una serie di immagini e fotografie molto interessanti che contribuiscono a ricreare in maniera efficace un’epoca ormai svanita.

Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive tra Roma e Milano. Il suo ultimo libro è Steve Jobs non abita più qui (Adelphi, 2020).

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