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L’altro lato delle cose – Intervista a Julio Cortazar

written by Gianluigi Bodi 23 maggio 2014

Quando un lettore ha voglia di fare quattro chiacchiere con uno scrittore oggi ha qualche possibilità in più rispetto al passato. Un tempo ci si doveva limitare ad uno scambio epistolare, poi i più fortunati, hanno avuto accesso al telefono e ai relativi numeri per rintracciare lo scrittore amato. Nel 2014 gli scrittori agiscono attivamente sui social network (non tutti, ma una buona parte), non so se sia un bene o un male, non è mio intento giudicare, mi limito ad osservare il fenomeno.

Ma se io volessi chiacchierare amabilmente con uno scrittore deceduto e non fossi avezzo alle sedute spiritiche?

Fortunatamente in mio soccorso arrivano le interviste. Nel caso specifico, una vecchia intervista del 77 tra Joaquin Soler Serrano l’intervistatore e Julio Cortazar l’intervistato.
L’altro lato delle cose” è la trascrizione di questa intervista che per noi italiani è un’assoluta novità e, visto anche il prezzo contenuto del libro, consiglierei agli appassionati Cortazariani di non farsela sfuggire.
In breve, nelle risposte di Cortazar troverete alcuni elementi che vi faranno capire meglio lo scrittore e l’uomo. Quello che mi ha sempre stupito di Cortazar è l’abilità di far convivere il reale con l’irreale. Ho sempre pensato che abitasse in quella convivenza l’inquiteudine che alcuni dei suoi testi mi facevano respirare. Vi confesso che sono stato felice nel leggere che Cortazar stesso considerava il suo modo di scrivere come una sorta di frattura nel tessuto del reale.
E in fin dei conti, la sua genialità di scrittore riesedeva anche nella capacità innata di osservare e descrivere l’altro lato della cose e di farlo in un modo diretto, senza fronzoli, in cui la scrittura arriva direttamente al cervello e al cuore e non ha bisogno di essere filtrata perché è già pura.

Da segnalare la prefazione al testo di Menagazzi che svela ulteriori elementi chiave sulla poetica di Cortazar e l’impianto delle note a pié pagina che oltre a cerchiare meravigliosamente le parole di Cortazar aggiungono molta carne al fuoco al punto che finito il libro vi verrà voglia di entrare in una libreria e comprarvi tutto quanto è stato scritto dal buon vecchio Julio.

(Direttamente dal sito di Mimesis) Tommaso Menegazzi (1983) ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Universidad Autónoma de Madrid e ora insegna Estetica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. Ha studiato presso l’Università di Padova, la Freie Universität di Berlino e l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. I suoi interessi sono rivolti al pensiero politico contemporaneo e alle questioni del corpo, della natura e dell’artificio, al crocevia tra le scienze umane e la filosofia.

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