La fine di un millennio – Minimum Story 5

by Gianluigi Bodi

A gennaio 2000, il piccolo catalogo pieghevole che si poteva trovare all’interno di alcuni volumi Minimum Fax pubblicati in quel periodo raccontava, in pratica, la storia editoriale dei primi anni di vita della casa editrice. 

Le collane, oltre a “Filigrana“, “Sotterranei” e “I libri di Carver” erano molte. C’era “Macchine da scrivere” che, come detto in precedenza raccoglieva alcune delle interviste pubblicate da “The Paris Review“, “Struffoli” che accoglieva la produzione più comica di Minimun Fax, “I quaderni dello straniero” e poi c’erano le riviste “Lo straniero” e “La porta aperta” che alla fine del ’99 contavano rispettivamente nove e quattro numeri. Infine i “Fuori collana” che contava 8 uscite.
Da segnalare anche un catalogo per una mostra “Misure invisibili. Arte e scienza, arte e conoscenza nell’era telematica” a cura di Dalesio datato 98 e “La verità vi prego sull’amore” di Apolloni, anch’esso nel 98 e apparentemente senza una vera collocazione nelle collane di Minimum Fax. 

“Macchine da scrivere” inizia la sua serie con un’intervista a Raymond Carver curata da Riccardi Duranti nel ’96 per arrivare alla fine del ’99 con Borges intervistato da Mario Vargas Llosa. Nel mezzo Karen Blixen, Marquez, Faulkner, Lessing, Kerouac e tanti altri. Per un totale di 18 uscite in un formato piccolo e maneggevole. 

I libri di Carver” alla fine del 99 sono due. Il già citato “Racconti in forma di poesie” e la raccolta di racconti che offre il meglio della produzione Carveriane e che lui stesso ha curato “Da dove sto chiamando“. 

I quaderni dello straniero” a fine ’99 contano 4 uscite. 

La collana comica “Struffoli” a fine ’99 conta sei uscite, l’ultima, la sesta, uscirà nei primi mesi del 2000. 

I “Fuori collana” sono sette. 

Raccontare una casa editrice dall’esterno è una questione molto complicata. Soprattutto quando sono passati più di vent’anni dalla fondazione. Diventa difficile anche perché per alcune scelte editoriali, non avendo informazioni dirette, mi trovo costretto a fare delle ipotesi. Inoltre, il tipo di legame affettivo che mi lega a questa casa editrice e che non starò qui a raccontare, mi porta a romanzare forse eccessivamente quel passato di cui non sono stato testimone. Il mio non vuole essere un tentativo di santificazione, e non ho nemmeno intenzione di far passare il messaggio che ogni cosa fatta da Minimum Fax in quegli anni fosse perfetta. Anche loro, come tutti in questo campo e nella vita hanno fatto degli errori. Riccardo Duranti, nell’intervista che ho qui spesso citato lascia intendere che il passaggio dei diritti di Carver da Minimum Fax a Einaudi sia stato dovuto ad una distrazione. Non lo so, non c’ero. A me piace pensare che di fronte ad un tale colosso puoi vincere una volta e basta. Per forza di cose il mio è uno sguardo di parte e probabilmente altri potranno discutere le imperfezioni dei primi anni di vita di Minimum Fax con cognizione di causa. 

Ho voluto circoscrivere la mia ricerca ai primi 6 anni di vita della casa editrice. Dalla loro partenza nel ’94 alla soglia del nuovo millennio. Sei anni che sono più che sufficienti per capire quale direzione avrebbe preso la casa editrice negli anni a venire. In particolar modo è molto interessante il biennio ’97/’98. Un biennio che vede l’introduzione della narrativa straniera e di alcuni autori che faranno la fortuna di Minimum Fax. I nomi sono quelli di Carver, Wallace e Bukowski, naturalmente. Ma al di là dei successi commerciali che sono utili, banalmente, per portare a casa la pagnotta, i nomi citati sono i pionieri di un tipo di letteratura che verrà esplorata in maniera sempre più convincete a partire dal 2000. Carver e company sono gli antenati editoriali di Lethem, Bender, Saunders e moltri altri autori scovati e accompagnati in Italia.
Inoltre, in questi sei anni, si è stretto il rapporto tra mondo della musica e letteratura. Quei primi accenni ad opera di Pasquale Panella hanno portato alla pubblicazione di Suzanne Vega, Lou Reed e ad una selezione di biografie e autobiografie davvero molto interessanti. Senza dimenticare gli articoli di Lester Bangs. 

Minimum Fax fin dalle origini è stata una casa editrice in grado di ospitare letteratura, cinema, musica, arte e qualsiasi altra forma espressiva senza per questo prendersi mai troppo sul serio. In questo senso va forse vista la vita (breve) della collana “Strufoli”. Si può fare cultura senza per questo essere dei bacchettoni ingessati. 


Le precedenti puntata le potete trovare qui.

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