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Che fine ha fatto il WiMAX ?

written by senzaudio 12 settembre 2014

Forse non lo ricordate ma qualche anno fa, ci fu un enorme interesse da parte dei mass-media riguardo ad una nuova tecnologia per Internet senza fili chiamata WiMAX. Questo fratello maggiore di Wi-Fi era supportato da antenne la cui portata poteva arrivare a diverse decine di chilometri, molto più alta delle normali stazioni Wi-Fi che riescono a coprire dai 10 ai 50 m al massimo. Dopo un primo boom mediatico, con la complicità del momento politico che ha favorito la diffusione della notizia, tutto questo sistema è rimasto latente e poche aziende hanno investito capitali e ricerca in esso. Il primo problema è stato provocato (neanche a dirlo) dall’apparato statale, il quale ha gestito in modo inadeguato la gara per aggiudicarsi licenze delle frequenze WiMAX con una sequela di ricorsi che hanno danneggiato fortemente i soggetti partecipanti, tanto da suscitare delle polemiche che sono durate diversi mesi. Successivamente, le aziende che si sono aggiudicate le licenze e quindi la possibilità di sviluppare le reti, non sono riuscite a creare una quantità di antenne necessarie per una copertura adatta alla diffusione di questo servizio; in parte per errori economici ed in parte per la mancanza di infrastrutture adeguate allo sviluppo di questa tecnologia. In pratica, oggi ci troviamo ad avere solamente alcune regioni, Trentino e Lombardia, che sono servite da questa nuova rete dati. Ma cosa succede nel resto dell’Unione Europea? In Europa il WiMAX e molto più diffuso, sia per quantità di servizio che per estensione sul territorio; prima tra tutti ( come al solito ) è la Germania, seguita a ruota dall’Austria, vengono poi Francia e Spagna, tutte queste nazioni hanno saputo sfruttare al meglio gli incentivi che sono arrivati dall’EU. In Italia invece si è preferito ignorare questa innovazione tecnologica ( e relativi finanziamenti ) ripiegando invece su tutti quei sistemi di trasmissione che favorivano la connessione tramite operatore telefonico. Ovviamente il tempo è stato un fattore cruciale nel mancato sviluppo di questo tipo di trasmissione, infatti il progresso tecnologico ha creato delle alternative al WiMAX tali da renderlo poco vantaggioso per investimenti massicci ( e soprattutto per un pubblico attirato sopratutto da telefonini ); con il sistema 3G, 4G e Lte si è arrivati ad un incremento della quantità di dati trasmissibili, tali da fare una forte concorrenza al sistema WiMAX. Questa scelta di campo in realtà non è stata dettata solamente a fattori di tipo tecnologico, infatti l’interesse per i grandi gestori telefonici a sviluppare reti per telefonini e tablet, con abbonamenti telefonici, è sicuramente più allettante di una rete molto simile al Wi-Fi domestico che permette a molti utenti, e a basso costo, di poter navigare in Internet; in più, associando il traffico telefonico a quello dei dat, si ha un ritorno monetario sicuramente più vantaggioso. Altro problema della diffusione del WiMAX è la lentezza di costruzione in Italia della cosiddetta banda larga cioè la rete di cavi per il trasporto dati ad alta velocità che dovrebbero supportare il traffico in transito attraverso queste nuove antenne. Qual’è il risultato di questa refrattarietà tutta italiana al progresso? Oltre a uno svantaggio tecnologico tra nostro paese e il resto del mondo, si somma il costo per utente, in quanto il traffico di dati ad alta velocità oggi ( in Italia ) costa ancora molto, ed in più, paghiamo anche le multe dell’unione europea che pretende, giustamente, l’adeguamento delle nostre infrastrutture informatiche agli standard europei. La notizia è che tutto questo sembra stia per cambiare; infatti, grazie proprio alle insistenze europee e di alcuni nuovi soggetti parlamentari, questioni come la banda larga ed il WiMAX, stanno ritornando in discussione, si spera che al più presto vengano prese le decisioni a favore di uno sviluppo serio delle reti per la comunicazione in Italia. In oltre c’è una ripresa di interesse nel settore privato a nuovi investimenti nel settore, grazie anche a nuovi progressi che hanno diminuito i costi di realizzazione delle antenne aumentato la competitività di questo sistema.

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