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Churchill, il vizio della democrazia – Carlo G. Gabardini

by Gianluigi Bodi

Non girano molte persone per casa mia, ma c’è stato un periodo, nei giorni scorsi, in cui oltre ai soliti abitanti, si aggiravano per le stanze silenziose due figuri di cui conoscevo poco o niente. In un caso si trattava di un vecchio uomo politico di cui ricordo poche foto in bianco e nero ormai sbiadite e un sigaro che pareva incollato alla bocca. Nell’altro caso si trattava di un personaggio che avevo visto indossare camicie improbabili in TV e che mi era particolarmente piaciuto in un’opera teatrale di Moliere.

Il primo è Winston Churchill, il secondo è Carlo G. Gabardini. Il primo è il soggetto di un libro scritto dal secondo, un libro che già dal titolo svela tutta la sua importanza “Churchill, il vizio della democrazia“.

Ora, io sono convinto che scrivere un libro non sia mai un compito facile, scriverne uno che, in qualche modo, cerca di comunicare un messaggio imporante lo sia ancora meno. Il pericolo di rendere le pagine pesanti e collose è dietro l’angolo. Allora qual é il tono giusto da utilizzare per sogiurare il pericolo di sentire i lettori russare? Impossibile a dirsi, o meglio, è una di quelle cose che chi è bravo non ha difficoltà a padroneggiare e che lascia gli altri, quelli meno bravi (o incapaci) a brancolare nel buio in cerca di una luce che li guidi fuori dal tunnel. Carlo G. Gabardini rientra nella categoria di quelli bravi, quelli che riescono a dire cose serie facendoti ridere e divertire, quelli che sanno perfettamente che tono di voce usare e come usarlo, quelli che ti fanno vedere che hanno in una mano il cioccolatino, ma che in quella nascosta dietro la schiena si nascono l’amaro che fatichi ad ingoiare.

La scelta di Churchill, per veicolare un messaggio come quello della democrazia come bene supremo conquistato dall’uomo, come quello dell’Unione Europea come baluardo contro le guerre intestine, è una scelta perfetta. Nella caratterizzazione che Gabardini ne fa, Churchill è un vecchio bilioso sul finire della vita, un vecchio pieno di energia, così imbevuto di vita da sembrare sempre sul punto di esplodere. Un personaggio che non si arrende al passare degli anni, che combatte contro la vecchiai allo stesso modo con cui ha combattuto contro i Nazisti, che non abbandona il fumo e l’alcol e che non si tira mai indietro quando è necessario far detonare una battuta di spirito. Churchill è un personaggio che entra ed esce nella vita del narratore, occupa le veglie e i sogni, è un supporto, uno motivo di scontro, di riflessione. Churchill è vivo, più vivo di quanto nessuno di non lo abbia mai visto.

In un momento storico in cui sembra che le persone si siano stancate della democrazia, che la strada sia impervia e irta di pericoli, la voce che Gabardini dona a Churchill funge sia da monito che da esempio. Non c’è libertà senza democrazia e non c’è pace senza l’Unione Europea. A quanto pare questo tipo di messaggi è poco accattivante e sembra essere fuori moda. Io posso solo dire che dopo aver letto questo libro, dopo averlo letto con il sorriso sulle labbra, mi sono reso conto che il buon vecchio Churchill, con tutti i difetti e le virtù che lo identificavano in quanto essere umano, avrebbe molto da dire sulla situazione politica attuale.

Merito va dato a Carlo G. Gabardini per aver rispolverato un personaggio di tale levatura che spesso consideriamo troppo lontano dei nostri tempi e che invece è più attuale di quanto sembri, soprattutto in questo momento in cui le nubi si stanno riaddensando. Il suo è un lavoro complesso, un imbrido tra un saggio, un testo teatrale e un romanzo, un perfetto punto di equilibrio tra questi tre elementi che rende la lettura di questo libro una fonte di arricchimento culturale.

Carlo G. Gabardini

Carlo G. Gabardini è scrittore, drammaturgo, attore e speaker radiofonico (Si può fare, Radio24). Ha scritto spettacoli per Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Walter Leonardi, Beppe Battiston; ha scritto le prime cinque serie di Camera Café e anche Piloti, CrozzaItalia e Stasera CasaMika; ha pubblicato con Mondadori Strade Blu Fossi in te io insisterei. Lettera a mio padre sulla vita ancora da vivere (2015).

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