Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Cesare Catà – Efemeridi – Una recensione Senzaudio

Cesare Catà – Efemeridi – Una recensione Senzaudio

by Gianluigi Bodi

Storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori

Dopo aver terminato la lettura di “Efemeridi” di Cesare Catà ho riflettuto in profondità sulla natura di questo libro. Lo rigiravo tra le mani e lo guardavo con attenzione. Lo soppesavo, lo odoravo. C’è qualcosa nell’oggetto libro che è “Efemeridi” che svela chiaramente anche quello che ci dobbiamo aspettare dal suo interno. E’ il suo carattere ibrido. Il suo essere qualcosa che ci è familiare, ma non fino in fondo. Quel suo essere rassicurante e spiazzante. Se avessi una libreria non esiterei a chiedere allo scrittore di venirmi a raccontare tutto sull’opera e all’editori di venirmi a raccontare tutto sull’oggetto.

Ibrido dicevo. “Efemeridi” è un prodotto che sta in bilico tra la produzione industriale così come la conosciamo e l’abilità dell’artigiano. La costina del libro è nuda, quando leggiamo il palmo della nostra mano sta a contatto con la colla e la rilegatura. Il colore è un grigio pallido accompagnato da un rosso vivace che sembra quasi raccontare in anticipo le pene d’amore che troveremo all’interno. Le stelle in copertina sembrano cocce di sangue. Il filo rosso un rivolo che scende tra le nostre mani.

Quando ho iniziato a parlare di libri mi soffermavo anche sulle copertine. La cura che certi autori ponevano nel progetto grafico mi era nuova e la volevo esplorare pur essendo un neofita. Con il tempo quelle copertine mi sembravano familiari, riuscivo a collocare una copertina all’interno del catalogo di un editore, di una collana, di un grafico. “Efemeridi” mi ha fatto ritornare voglia di soffermarmi su questa importante parte del progetto editoriale. Poi, quando mi capita di guardare il catalogo di Aguaplano mi accorgo che si occupano di libri d’arte e che la cura dell’immagine e del particolare è il loro pane quotidiano.

Questa lunga introduzione sull’oggetto libro mi sembrava doverosa, era il giusto vialetto d’entrata per la proprietà intellettuale che viene raccolta dal recinto della copertina.

Le 27 storie, amori e ossessioni di grandi scrittori sono raccolte da Cesare Catà. Molti di voi hanno familiarità con questo nome e con le storie che Aguaplano ha pubblicato. In realtà il materiale di Catà era già stato pubblicato dall’autore in una rubrica ospitata dall’Huffington Post. Ancora una volta ritorna il concetto di ibrido. Qualcosa che è nato per stare sul web si trasferisce su carta. Cambiano le percezioni di lettura, il modo di fruirne, ma i contenuti sono ottimi in entrambi i casi. Forse il libro ci dà la possibilità di goderne più a fondo, di interiorizzare meglio le emozioni, forse il libro ci dà la possibilità di essere più soli con noi stessi. Eppure si assapora qualcosa di nuovo, questo carattere di transizione tra una forma digitale e una forma cartacea. Queste righe che quasi tendono ad allungarsi per inghiottire più spazio di quello che la carta gli mette a disposizione.

Eppoi ci sono le storie di Cesare Catà. Storie che hanno molteplici tratti positivi. Catà racconta ed è molto bravo a farlo. Catà riesce a tirare fuori da ogni storia delle emozioni. Jane Austin che rifiuta l’amore vero per cercare qualcosa di vivo nelle storie che racconta. Tolkien e l’amore per la moglie che trapassa il mondo reale per entrare in quello fantastico. Hemingway e l’incontro con la donna della sua vita.

Ibrido ancora una volta. Testi che attingono dal racconto, dal saggio, dal giornalismo. Testi che non ammettono una sola spiegazione, una sola chiave di lettura. Cesare Catà apre 27 porte davanti a noi e ci chiede di scegliere il nostro percorso, ci invita ad approfondire in tutta autonomia ciò che più ci ha colpiti.
Testi che hanno dunque una seconda vita. Che possono essere fruiti e quindi interpretati in maniera diversa. Il tempo che dà la lettura su carta è diverso da quello del web. La carta offre una concentrazione diversa, trasporta in un’altra dimensione.

“Efemeridi” è il primo volume di una collana chiamata Glitch, nome che ricorda molto il mondo virtuale e la sua imperfezione (basti ricordare i Glitch in Matrix), una collana che raccoglierà i contentuti online più interessanti e meritevoli di finire su carta per essere conservati in una maniera più “umana”.

Cesare Catà è nato a Fermo il 3 agosto del 1981. Dottore di ricerca in Filosofia del Rinascimento, è scrittore e performer teatrale. Ha ideato il format dei Magical Afternoon, lezioni-spettacolo sulla grande letteratura, con cui si esibisce regolarmente in teatri, pub, spiagge e altri luoghi inusuali. Studioso versatile con all’attivo saggi scientifici di filosofia e letteratura, ha collaborato con università e centri di ricerca internazionali, tra cui la University of Hawaii di Honolulu, il Cusanus Institut di Trier, l’EPHE di Parigi, l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Tra le sue pubblicazioni: Shakespeare e l’Urlo di Narciso. Viaggio nel Riccardo II (Aguaplano, 2015); Filosofia del Fantastico. Escursione tra i Monti Sibillini e l’Irlanda sul concetto di Fantasia (Il Cerchio 2012); La Croce e l’Inconcepibile. La filosofia di Nicola Cusano (EUM, 2009). Cura una rubrica letteraria sull’Huffington Post e sta attualmente lavorando al suo primo romanzo, che sarà una storia d’amore disperato.

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