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Amish in frantumi

written by senzaudio 11 settembre 2013

Chiudete gli occhi e immaginate di vivere in un mondo civilizzato e al passo coi tempi. Fatto?(no, non sono Giovanni Muciaccia) Bene, adesso sottraete a ciò che avete pensato l’elettricità, la tv, la radio, lo scaldabagno e le automobili. No, non siete finiti in un’altra epoca, avete semplicemente ottenuto il significato della parola amish.

Negli ultimi tempi, il canale Real Time ha sfornato ogni tipo di programma: dalle donne che non sapevano di essere incinte alle malattie imbarazzanti, dalle torte a sette piani ai millemila programmi di cucina condotti da Alessandro Borghese (un gran figo, per carità, ma a furia di vederlo in tv il mio istinto omicida non ha fatto che aumentare). E poi, un giorno, in casa Real Time arriva un programma nuovo, intitolato “Breaking Amish: niente sarà più come prima”.

I protagonisti sono cinque, due ragazzi e tre ragazze, vestiti in dubbio stile bucolico ottocentesco, con tanto di cuffiette (per le donne) e camice dalle maniche corte ed esageratamente larghe (per gli uomini), che si spostano esclusivamente col carretto o qualunque altro mezzo trainato da cavalli. Cinque giovani appartenenti appunto alla comunità amish, una comunità dai princìpi religiosi estremamente rigidi, molto diffusa negli Stati Uniti, che comporta uno stile di vita rimasto indietro di un paio di secoli, dove ogni lusso è abolito a favore di uno stile di vita estremamente semplice e dedito al lavoro.

I cinque protagonisti (Abe, Rebecca, Jeremiah, Kate e Sabrina) decideranno di lasciarsi alle spalle le proprie radici per andare a vivere a New York, città degli eccessi, vista dagli amish come simbolo di peccato e corruzione delle anime. Lì, dopo aver provato la dura vita urbana, decideranno se tornare o meno alle loro famiglie, con la consapevolezza di poter essere respinti o, addirittura, banditi dalla comunità.

Il programma, attualmente in onda ogni mercoledì sera, ha subito suscitato la mia curiosità, tanto da commentare ogni settimana con due amiche ogni singolo particolare della puntata, ma è anche uno degli hashtag più popolari su Twitter, il che dimostra che questo stile di vita lontano anni luce dal nostro ha incuriosito in molti.

Per quanto mi riguarda, il mercoledì sera è diventato un appuntamento fisso, davanti alla tv. Tra la spavalderia di Jeremiah, che lo ha spinto a tatuarsi sull’avambraccio un simbolo in stile pubblicità della Simmenthal (quella di “oh mamma, mamma!”), la presenza saltuaria della sorella di Abe, identica in tutto e per tutto a Poldo, il divoratore di panini amico di  Braccio di Ferro, e le continue sbronze di Kate e Sabrina, le risate non mancheranno! Tuttavia vi sono anche momenti (non si sa se del tutto autentici o no, considerando che è un programma tv) di serietà, dovuti a momenti di debolezza dei protagonisti, che li hanno spinti anche al dover ricorrere a soluzioni estreme per risolvere i loro problemi (vedi il problema ai denti di Rebecca, o la ricerca del padre di Sabrina).

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla novità proposta da Real Time. Dopo tutti quei programmi sugli obesi, i matrimoni e le torte che il canale ha proposto a rotazione per anni, abbiamo finalmente la possibilità di affacciarci,  con una certa vena di comicità, stupore e incredulità (basta vedere gli atteggiamenti dei protagonisti, o le cose che dicono!), su un mondo di cui raramente, se non addirittura mai, si sente parlare.

Quel che mi resta è solo un dubbio:

perché mai, in una scena al ristorante cinese, hanno inserito come canzone di sottofondo…”La Cucaracha”?

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