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Alejàndra Costamagna – Il sistema del tatto.

by Gianluigi Bodi

Inizio con il dire che Edicola Ediciones è sicuramente uno degli editori che preferisco. La qualità delle loro pubblicazioni è sempre molto alta, la cura che riversano sui libri che pubblicano è la traccia più evidente della passione che ci mettono a fare questo lavoro. Leggo i loro libri da ormai quattro anni (a spanne) e non sono mai stato deluso.

Non mi ha deluso nemmeno “Il sistema del tatto” di Alejàndra Costamagna. Avevo già letto un precedente libro di questa autrice, quel “C’era una volta un passero” che me l’aveva fatta conoscere e di cui conservo ancora ottimi ricordi, ma “Il sistema del tatto” è molto di più, arriva ancora più in profondità.

Ad Ania viene chiesto di tornare a Campana in Cile, una cittadina in cui andava in vacanza da bambina. Il cugino Augustin è morto e il padre di Ania non vuole lasciare l’Argentina. C’è di mezzo una nuova moglie, un cane che tratta come un figlio. Si percepisce una certa distanza emotiva tra i membri della famiglia. Si percepisce una forte distanza anche tra Ania e il suo ragazzo, un uomo molto più vecchio di lei. Nel libro la narrazione passa continuamente da un piano temporale all’altro, viene inframmezzato dagli esercizi di dattilografia eseguiti da Augustin, dalle foto dalla madre di Augustin, Nalida, un’italiana emigrata in Argentina e dal “Manuale dell’emigrante italiano in Argentina“, un libro che si proponeva appunto di fornire preziosi consigli agli italiani che avevano intenzione di attraversare l’oceano per cercare fortuna nello stato dell’America latina.

Come dicevo il libro ci conduce attraverso due piani narrativi, nel presente Ania cerca di decifrare i segnali lasciati da Augustin, cerca di comprendere il distacco che sembra correre lungo la propria famiglia. Il passato è l’infelicità di Nalida che si è trovata sradicata dalla propria terra, che la porta alla pazzia, un’infelicità data anche da quelle bizzarre indicazioni del manuale che quasi consigliano di cancellare se stessi per adattarsi al nuovo mondo, il silenzio del vecchio cugino che osservava Ania bambina con un misto di curiosità e amore.

Il sistema del tatto è un metodo utilizzato per insegnare dattilografia, la tastiera viene coperta e le dita devono trovare i giusti tasti alla cieca. È il sistema con cui hanno insegnato a me ad utilizzare la macchina da scrivere. Ma nel libro di Alejàndra Costamagna il sistema del tatto diventa una metafora per qualcosa di più profondo, forse del fatto che per riuscire a rimettere assieme tutti i pezzi che ci compongono, che ci definiscono, anche quelli dati dalle nostre saghe familiare, alla fine è necessario procedere alla cieca, per errori. Lo stesso Augustin ce lo mostra attraverso gli esercizi che troviamo nel libro, esercizi costellati di errori, al punto che viene da chiedersi in che fase dell’apprendimento lui li abbia commessi, se quegli errori testimoniano l’inizio della sua ricerca o sono la prova evidente che quella ricerca non ha dato i giusti frutti.

“Il sistema del tatto” è un libro breve e denso e la sua complessità (di piani narrativi, di piani temporali, di fonti) è tenuta assieme con elegante maestria da Alejàndra Costamagna. È un libro che mi ha lasciato un gusto amaro in bocca, ma è il gusto amaro che di solito mi lasciano i bei libri, quei libri che mi hanno coinvolto a livello emotivo, quei libri per i quali speri ci sia un lieto fine anche se sai che non potrà mai succedere.

Ottima traduzione, come sempre, di Maria Nicola.

Alejandra Costamagna (Santiago del Cile, 1970) ha pubblicato romanzi, raccolte di racconti e un libro di cronache e saggi. È considerata una delle più importanti scrittrici latinoamericane della letteratura contemporanea. Ha collaborato con le riviste Gatopardo, Letras Libres e El Malpensante. Nel 2003 ha ottenuto una borsa di studio dell’International Writing Program dell’University of Iowa. Nel 2006 in Germania ha vinto il Premio letterario Anna Seghers. Nel 2016 Edicola ha tradotto in Italia la sua raccolta di racconti C’era una volta un passero. 
Il sistema del tatto è stato finalista al prestigioso Premio Herralde de Novela (Editorial Anagrama) e nel 2019 in Cile ha vinto il Premio del Círculo de Críticos de Arte.


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